lunedì 16 aprile 2012

Nonostante la mia ovvia simpatia per il Livorno, io non sapevo chi fosse Morosini. Non sapevo che era un calciatore professionista. Non sapevo della sua vita così tormentata da tanti tragici eventi. E, poi, io non sono neanche tra quelli che si sono persi una giornata di campionato per il luttuoso evento. Perché l’OM ha giocato lo stesso e si è vinta la Coppa di Lega. Ma il vecchio Bad Hands, oggi, avrebbe sonoramente ironizzato su quel coglione della polizia municipale che ha parcheggiato la macchina a cazzo, impedendo l’accesso allo stadio dell’ambulanza. Mentre il nuovo Bad Hands, sempre oggi, ne fa solo un giusto cenno. Perché qualcosa gli si è rotto dentro. A livello emozionale. Qualcosa che sta piantato tra le costole e che questo Kotel non riesce probabilmente a rendere manifesto. E, quindi, restano soltanto poche riflessioni. Su come la vita sia essenzialmente dolore e la felicità un barlume intermittente.