lunedì 2 aprile 2012

No. Non era un pesce di aprile. Era un avviso per davvero. Un’avvertenza a starmi lontano. Perché non sarà divertente. Né irriverente. Perché non sarà affatto simpatico starmi vicini. Anzi, sarà solo doloroso. Forse quanto lo è per me. Ma io ho bisogno di farlo. Di tirare su il mio muro del pianto, il mio Kotel, che non a caso è il luogo più sacro dell’ebraismo, la più antica delle religioni monoteiste. Perché già si sapeva ai tempi che la gente ha bisogno di un posto dove andare a piangere le sue pene. E questo sarà il mio Kotel.
Paul Verlaine: Il pleure dans mon coeur