mercoledì 28 marzo 2012

100
Cazzu cazzu! C’avevo 100 followers e non me n’ero nemmeno accorto! Eppure è la prima volta che mi capita. Mai mi aveva arriso tanto successo. Mai. Perché 100 sostenitori mica sono pochi per uno come me. In fondo io non sono né una gran figa che attira seguitori da ogni angolo del mondo, né un simpaticone con cui farsi due grasse risate. Non parlo di moda e non sono neanche una piacevole lettura per la maggior parte della gente comune. E, constatando ciò, cento di voi mi sembrano dunque tantissimi. Una moltitudine. Anche se poi, passato il compiacimento dell’attimo, qualche quesito in più me lo pongo. In particolare mi chiedo che genere di malato di mente debba essere qualcuno che, quando apre Explorer (o Mozilla…), decide di collegarsi con una certa frequenza a queste pagine! Ma non offendetevi eh!?! Tanto io sono come voi. Perché altrimenti non mi apprezzereste. Che sia per la gnocca che qui regna incontrastata sovrana, che sia per la musica, degna concubina della mia gnocca preferita, o per gli sproloqui che mi diverto ad esternare grosso modo quotidianamente? E quindi ci rifletto un po’. Su questa cosa qui. Così. E poi penso pure che, tutto sommato, mica siamo tanto sovversivi… in fondo “io con le tette al vento ci giravo già 20 anni fa” lo cantava già il più celebre Francesco di Modena. E, per quanto riguarda il metal-punk-brutal-grind che posto, beh… per quello i veri protagonisti sono gli artisti. Anche se poi, magari, sono solo dei pezzi di merda. Ma comunque non sono io. E, quindi, che cazzo c’entra mai sto Bad Hands? Perché mi seguite? Che cazzo vi aspettate? Io non lo so proprio. Ma, probabilmente, la mia forza risiede nel fatto che, effettivamente, non me lo chiedo nemmeno. Mai. Perché avete trovato qualcuno che fa una cosa senza un fine. Senza fine. Perché, questo è certo, io rimarrò qua con voi con alterne fortune ma ancora per un bel po’. Per cazzeggiare ancora. Per urlare sempre di più. E pure per aiutarvi a rifare la convergenza ai vostri occhi. Che immagino deturpati da tanta umana bruttezza. Per il resto, grazie.