mercoledì 21 marzo 2012

TERRORIZER - HORDES OF ZOMBIES
Una ventina di anni fa questi californiani hanno regalato al mondo uno dei dischi più belli che siano mai esistiti. Mi riferisco a World Downfall. Che taluni considerano uno dei più antichi semi grind tra quelli gettati nel fertili prati del metallo. In realtà non proprio di grind si trattava a quei tempi. Ma da quell’innesto di punk e death metal fiorì fuori di tutto. Qualche ramo di quel progetto finì infatti nei Nausea e continuò a fare crust. Un altro ramo andò ad arricchire le già nobili chiome dell’albero grindcore dei Napalm Death. E tre pezzi, staccatesi da quel vegetale primordiale, continuarono a fare egregio death metal in quel dei Morbid Angel. Sicché io li credevo sciolti i Terrorizer. Morti. Sepolti. E se l’amico Massi non mi avesse avvisato di questa uscita non me ne sarei mai accorto. Perché sono un distratto del cazzo. E, invece, eccoli. Con tutto il loro vecchio furore. Quasi senza un passato e con un futuro del tutto incerto. Ma ancora incazzati come si conviene. Soprattutto se decidi di occuparti di politiche del cazzo e di degrado sociale. Certo, quel primo leggendario lavoro resta una vetta inarrivabile. E non ci si potrebbe attendere qualcosa di diverso. Sono passati vent’anni. E tante cose sono cambiate. La musica non è più la stessa. Il mondo è diverso. Ma non è giusto far paragoni. Non ora. Non qui. Non su chi ha scatenato il death metal in giro per gli USA. E che dio ci perdoni. E se non ci perdona fa lo stesso. Ma noi abbiamo ancora bisogno di roba come questa. Di album vomitati così. Di getto. Senza tanto pensarci troppo su. Brutali e crudi. Potenti e selvaggi. Oserei pur dire ignoranti. Di quell’ignoranza che mi piace tanto quando si trasforma in una sezione ritmica senza pari e in riff frenetici e mai troppo ruffiani. Per il resto. Gli zombie sono qui. Sono fra di noi. Sono nella nostra quotidianità. E se vedete bene c’è pure il papa. Ci sono tutti. E sono dappertutto. Al lavoro. Per la strada. Forse pure in famiglia. E sono ghiotti di sangue. Di vita. La vostra. E, se volete sapere come andrà a finire, tutto è scritto qui.