mercoledì 14 marzo 2012

FUORI CASA
Ho fatto Roma-Milano tante volte. Ma farlo in Dr Martens per andare a vedere l’OM non c’ha lo stesso merdoso sapore che farlo per lavoro. Così arrivo a Linate elettrizzato. Che c’ho appuntamento con Benoît e Lolo che c’hanno loro il mio biglietto. Manco a dirlo, però, sono già andati in centro. Che gli bruciava il culo ad aspettarmi lì. E sto scherzo del cazzo mi costa il prezzo di un taxi. Comunque li ritrovo al Ferrari Store del Duomo. Che come due idioti stanno squadrando i pistoni cromati di una rossa. Che non ho ben capito che cazzo gliene importa. Ma vabbé, l’uomo è strano. E il marsigliese pure di più. Abbracci. Ma di fretta. Che la giornata sta per iniziare. Mangiamo un boccone e poi li faccio pascolare un po’ nel quadrilatero ma vedo che la figa li confonde e noi dobbiamo restare concentrati sull’OM. E poi mi coglie l’ansia di arrivare a San Siro. Così prendiamo la metro. Scendiamo a Lotto. E ci incamminiamo verso lo stadio. Frattanto gli spiego che l’Inter è merda vera. Che i gobbi sono i gobbi. Che il Milan sono i vigliacchi che scappano dal Velodrome per non perdere sul campo. Ma l’Inter è l’Inter. Sta al calcio come le iene maculate stanno al Serengeti. Sempre pronti a sfamarsi delle carcasse lasciate dagli altri. Ladri di tricolori come il PSG. E così li convinco. E si sentono di odiarli. Che poi non ci si scordi che la prima Champions l’abbiamo vinta noi. Con Boksic e Boli. Con Desailly e mister Dedé. E poi Pelé. Insomma, li ricordiamo tutti prima di arrivare all’ingresso dove due sbirri ci fanno storie. Rompono il cazzo che per accedere al settore ospiti dovevamo arrivare con la trasferta organizzata. Gli uso un insolito savoir faire e smettono di cagarci le palle. Staccano il biglietto. Entriamo. E i Winners sono già dentro. Ed hanno già steso tutto l’arancione possibile. E c’è il Commando. Ci sono i Fanatics e pure i Dodgers. Effettivamente siamo il più grande gruppo ultras della storia. Gli unici di sinistra. I soli multietnici. Intanto due pivelli vengono a salutare Benoît e Lolo. Mi dicono che sono due tosti. Della nuova guardia della sud. Di quelli che hanno fatto terra bruciata a Lione. Che non è mission impossible ma è sempre gloria. A me, intanto, sembra essermi tornata quella cazzo di erre moscia che ho fatto di tutto per togliermi dal palato. Ma fa niente. E non m’importa di come andrà a finire. O meglio. Mi importa ma non ve lo racconterò. Ci penserà qualcun altro se non lo saprete già. Quello che importa ora è che, per una notte, sono tornato a casa. Fuori casa.