lunedì 12 marzo 2012

ALUCARDA
Non deve essere un caso che il regista di questo film si chiami Moctezuma. Perché, in effetti, questo è stato uno dei film che più di tutti mi ha fatto cagare addosso. Forse, molti devoti del genere lo disprezzeranno perché non è una di quelle pellicole in cui stai costantemente al cesso per cercare di ripigliarti i tuoi intestini, ma, a mio avviso, è proprio questo che ne fa un capolavoro, che lo rende credibile e, allo stesso tempo, realmente terrorizzante. Perché c’è discontinuità. E perché in Alucarda c’è tutto. Ci sono spunti da Esorcista, ossia la possessione, ma c’è pure una storia d’amore. C’è una critica alla perversione del clero, non a caso è ambientato in un convento di suore, e c’è una delle prime scene di sesso lesbico del cinema non prettamente erotico. Ovviamente siamo sempre in ambito B-movie, quindi stiamo parlando di un’opera low cost dalla quale non dovrete attendervi gli effetti speciali del cinema hollywoodiano. Ma il regista, il sopracitato messicano con un nome da imperatore azteco, ci acchiappa parecchio dietro alla telecamera e mette in piedi due o tre scene che farebbero impallidire i più grandi maestri dell’horror. Per il resto, tutto quello che vedrete avvenire tra le spire del maligno ha il suo fascino. Dai riti orgiastici a quelli di carne e sangue. Dal già citato rito saffico al sorprendente finale. E poi c’è Tina Romero, un’illustre sconosciuta. Che nel 1978 era però una fica assoluta. Vi avviso che, purtroppo, si tratta di un film che non sono mai riuscito a trovare in italiano. Ma se vorrete associarci i sottotitoli nella lingua di Dante basta che facciate un salto a scaricarli nei tanti siti che eseguono questo servizio per i sordomuti. Mentre, invece, le immagini con l’audio in lingua originale ce li metto io.