mercoledì 7 marzo 2012

SICUREZZA UN CAZZO
I decessi di un paio di roadie di due dei più famosi nomi della canzonetta italiana hanno avuto più eco di tutte le altre morti bianche che affliggono il nostro mondo del lavoro. E non meraviglia. Perché se crepi al seguito della Pausini sei un cadavere un po’ più importante che se lasci le piume in un cantiere edile. Ma state certi che andrà così: due giorni sul giornale, due settimane senza tour, un cinguettio su Twitter, e poi torneremo a dominare le classifiche mondiali di insicurezza sul lavoro. Perché, quando le cose vanno a merda, due sono le voci di spesa che vengono ritoccate in ribasso sui bilanci, la formazione e la sicurezza stessa. Ma sul tema tocca fare una digressione, perché è vero solo in parte. E sia chiaro che io mi riferisco al lavoro reale e non a quella merda che è il lavoro in nero. Però, vivendo in azienda da anni e avendo pure lavorato in ambienti assai diversi tra di loro, io constato che le società serie non badano a spese in tema di sicurezza. Il problema è come vengono impiegati sti denari. Perché, in realtà, tutto si basa su norme del cazzo scritte da insigni coglioni che prevedono una sola responsabilità sia penale che civile a carico del datore di lavoro. Ma poi, l’assetto normativo presume pure che, se il datore di lavoro dimostra di aver fatto tutto ciò che è possibile per prevenire infortuni o decessi, questi la sfanga sempre. Così succede che ogni società paga fior di costosissime consulenze ai soliti noti per spingere sempre più in basso la delega. Dal datore di lavoro al direttore lavori, dal direttore lavori al capo cantiere, dal capo cantiere al preposto, e dal preposto al singolo lavoratore che, oltre ad essere quello che si fa il culo, presta le medesime terga pure per il cetriolo finale. Allora è tutto un fiorire di procedure, istruzioni operative, corsi e corsetti atti a facilitare il percorso del cetriolo verso il basso. E nessuno bada alla cultura. Nessuno bada alla correzione dei tempi in un mondo in cui praticamente trionfa ancora il cottimo. Che, alla fine, ci si deve guadagnare sopra e gli ispettori vanno nelle aziende (e non nei cantieri) a leggere se c’è la dicitura giusta sulla procedurina del cazzo. Che se non c’è, una bella mazzetta non gliela nega mai nessuno.