venerdì 2 marzo 2012

ANTHRAX - PERSISTENCE OF TIME
Ce l’avevo da un po’ di tempo ma mi mancava il fegato di ascoltarlo perché ne temevo l’effetto pernicioso. Poi, però, ho superato il panico che non mi potesse piacere, l’ho caricato sull’Ipod e mi sono messo a sentire Worship Music, l’ultimo album degli Anthrax. E no. Avevo proprio presunto bene. Non ci siamo assolutamente. Perché, anche se Belladonna è tornato, ciò non basta a rinnovare i fasti del passato. E il disco fa cagare. Anzi, ci fa cagare di una cagata dolorosa per l’affetto che abbiamo per questi newyorchesi. Quindi non lo masterizzerò. E dovrei pure cancellarlo dal mio storage. Solo che poi subentrano i sentimenti. E come cazzo fai a trattar male questi ragazzi che hanno tenuto alta la bandiera metal in anni tanto cupi e difficili? Non si può. Quindi toccherà conservarli senza sentirli più. In fondo è a questo che servono gli hard disk molto capienti. Perché la roba bella, invece, la si trasferisce su ciddì. Come nel caso di Spreading the disease, State of euphoria, Among the living. Tutta roba che per me è stata un ormone della crescita. Anche se il mio lavoro preferito è sempre stato Persistence of time. Forse perché lì c’erano tutti. Belladonna col suo cantato punk. Quel fenomeno della doppia cassa che era Charlie Benante. E Scott Ian, il vero artefice del progetto che non ha mai abbandonato. Facendolo evolvere dallo speed thrash delle origini fino ad un rap metal assolutamente innovativo per i tempi. Di cui non c’è ancora traccia su questo Persistence, perché quello verrà dopo e poi verranno tutti gli altri, dai RATM agli Slipknot. Perché nel 1990, a New York e, quindi, dappertutto, c’era solo il trash. E gli Anthrax sono tra i padri fondatori del genere. Sono un quarto dei big four mica per niente. E se ora, ad ogni ascolto, mi appassiscono sempre di più, meritano comunque il rispetto della storia. Che, però, dovrebbero onorare a loro volta. Togliendosi dal cazzo una volta per tutte. Senza defecare merdette come Worship. Che non se ne può più di ste cazzo di reunion. Non se ne può più di vecchi emaciati che giocano a fare i metallari. Insomma, fuori dai riflettori! E che si facciano ricordare per come erano qui.