giovedì 1 marzo 2012

FIGURANTE AL MUSEO DI MADAME TUSSAUDS
E si torna a parlare di TAV. Perché la cosa funziona così: se non fai casino, i lavori avanzano con sfacciata indifferenza per il dissenso, se invece un po’ di bordello lo metti in piazza, il tema torna subito ad essere di attualità. Quindi, hai voglia a dire di star buoni! Se stai buono lo prendi solo in culo. E capirete che non è cosa né utile né gradevole. Mentre invece, se vuoi vincere una guerra, devi mantenere il punto, occupare il terreno avversario e far casino è la sola possibilità rimasta. Anche se poi, in realtà, io non ho una posizione ben precisa sull’argomento. Perché, se mi si dice di costruire una ferrovia, sarei sempre favorevole per principio. E non mi convincono le cazzate in merito alla sua inutilità. Perché le infrastrutture possono agevolare dei flussi ma pure crearne di nuovi. I dubbi, semmai, mi sorgono sull’ubicazione del progetto. E, sotto sto punto di vista, sono solidale col la Val di Susa perché quello è un territorio che ha già subito tanti stupri in altri tempi (la vecchia ferrovia, il Frejus, l’autostrada). E ora, se proprio è necessario, sarebbe bene che toccasse a qualcun altro porgere gentilmente le terga. In fondo, non è neppure ammissibile che per andare in Francia l’unico percorso possibile sia sempre e solo quella valle. Perché, se si esclude il confine ligure, ormai buono solo per i cavalli che portano cocaina ai nostri borghesi, e il Col di Tenda che risulta impraticabile da altra tipologia di neve per lunghi periodi dell’anno, l’unica via di fuga dall’Italia sembra essere rimasta la Val di Susa. Che, comprensibilmente, si è rotta i coglioni. Ma, a proposito di coglioni, io credo che si dovrebbe fare a meno di arruolarne tra le fila. E il Sommo Coglione che fa la scimmia su un traliccio dell’alta tensione fino a toccarne i conduttori è un imbecille che denigra l’intero movimento per idiozia manifesta. E lo dico perché, se qualcuno va isolato, quelli sono gli idioti. E non altri che sono ben graditi. Come lo è quel minimo di simpatica canzonatura alla pecorella che ritengo sia un pezzo da Palma d’Oro a Cannes. Perché, non me ne voglia Pasolini, sarà pure un figlio di operai ma lo sono pure io. Ma io non faccio lo sbirro. Che c’è sempre un’altra possibilità nella vita. E quel soggetto aveva il talento per fare il figurante al museo di Madame Tussauds.