mercoledì 29 febbraio 2012

NAPALM DEATH - UTILITARIAN
Godo. E, se il solo godere mi diletta già parecchio, poterlo fare insieme a voi è, senza dubbio, un piacere ulteriore. Ecco perché voglio subito condividere questa nuova uscita. Perché, dopo 25 anni e 15 LP, i padrini indiscussi del grind sono tornati con un altro di quei dischi che ci tranciano le gambe, il fiato e che ci lacerano il cuore. Al punto che mi viene da domandarmi se mai ci sarebbe stato metallo estremo senza i Napalm. Se mai avremmo potuto smettere di sentire i noiosissimi classici senza di loro. Perché tutto sembra essere stato fecondato in quel di Birmingham sul finire degli anni 80, salvo poi propagarsi per tutto il mondo attraverso il vettore dei fertili spermatozoi di questi capiscuola. Che così sono nati i vari Carcass, Cathedral, Painkiller, Brujeria, ecc. ecc. Tutta gente che ha dato lustro al nostro mondo e al nostro modo di intendere ogni cosa. E pure adesso, che nessuno dei padri fondatori dei Napalm sta ancora nel gruppo, i Napalm restano. Intatti. Che sono come la squadra del cuore. Che può fare a meno del fuoriclasse che si è fatto comprare da altre e più ricche tribù. Perché quello che conta è solo la maglia. E vaffanculo tutto il resto. E questa dei Napalm resterà per sempre una maglia che porterà con onore lo scudetto dell’aggressività e dell’antifascismo. Senza mai far deragliare il metal dalla carreggiata del punk. La mia preferita. E sapendolo costantemente estremizzare in violenza e velocità. E questa è la storia. Mentre il presente si manifesta in un lavoro forse meno veloce di altri ma con un groove che, anche stavolta, salirà alla ribalta con grandissima dignità. E non è cosa da poco, in un mondo che spesso fa soltanto riciclo. Perché i Napalm sanno andare solo avanti. Non si fermano. Non li ferma nessuno. E non riesumano un cazzo se non il loro veleno immortale. Che non potrebbe essere diversamente. Perché restano la band dell’anarchismo più puro che, ne sono certo, continuerà a sbraitare e a contrapporsi contro ogni modello precostituito. Insomma, ormai i Napalm sono una bandiera. Parlarne male diventa impossibile. Dirne bene, per quanto mi riguarda, è inevitabile. Per cui chiudo qui e vi invito ad andarli a vedere live, visto che presto scenderanno per lo stivale. E, intanto, se non vorrete arrivare impreparati all’appuntamento, si sappia che potete fate allenamento qui.