martedì 28 febbraio 2012

UNA SANA TROMBATA NON INTERESSA PIÙ A NESSUNO
Non che se senta l’urgenza ma è un dato di fatto che, in questo mondo virtuale, la popolarità non porta né denari né occasioni per ciularsi intere formazioni di veline. Così io ho deciso di ritagliarmi un ruolo diverso, ossia quello di starvi sul cazzo. E di essere il più impopolare possibile. Ed è per questo che oggi mi pronuncerò su una categoria di blogger che detesto: gli/le schiavi/e. Perché non se ne può più e perché, mi domando, se a questi nuovi emuli di Roissy faccia proprio cagare il prezioso dono della libertà. Che, se hanno davvero la necessità di stare costantemente alla catena, possiamo pure fargli una cuccia e tirargli un osso come ai cani. Perché io non ci capirò un cazzo di ste robe. Ma so che, se mi va bene che a letto non ci sia nessuna pietà (e ci mancherebbe, visto che legittimo ogni gioco di ruolo che NON preveda né bambini né animali), una volta usciti dalla branda si dovrebbe tornare ad essere persone sane. Ovvero esseri liberi con delle individualità non condizionabili da chicchessia. E invece no. Proliferano blog di ogni specie di gente che venera persone di comunissimo spessore. Di serve che si flagellano perché il Master di turno ha una vita parallela a cui dedica la maggior parte del suo tempo, ovviamente vaffanculandole. Di gente oppressa dal megafascino di un Maestro o di un Signore. Di devote full-time ad idoli in carne che, presumo, siano pure difettosissimi rappresentanti del sesso forte. Perché, poi, c’è pure pieno di “maschioni” depressi, di Slave che perdono bave per Padrone o Mistress che, magari, un giorno gli hanno piantato un chiodo nella viril cappella e non se lo possono più scordare. E allora incollano assurde poesie, per commenti altrettanto coglioni di tizi coglionissimi. E io non ne posso più di sti blog. Che mi stanno sul cazzo e ve lo volevo dire. E poi pensatela come volete. Datemi del desueto. Del tradizionalista. Del perbenista. Mandatemi pure a fare in culo. Ma io resto per il tradizionale e sano pompino. Per un ghiotto cunnilinguo. E per una pecorina ben fatta. Che, porcoddio, qui sembra che una comune trombata non interessi più a nessuno.