giovedì 16 febbraio 2012

ABORTED - GLOBAL FLATLINE
Sia inteso. Dagli ottavi di finale di Champions in poi, la nuova TV al plasma è ipotecata al mercoledì su quella frequenza Rai che trasmette le partite (il due). Non si deroga. Così mi stavo guardando il Milan, ovviamente tifando per i Gunners. Una birra. Qualche rutto. Un paio di sigarette. E due bestemmioni. Finché non è finito il primo tempo e, nell’intervallo, mi sono dato al mio sport preferito dopo il calcio. Lo zapping isterico. E sul terzo c’è quella cagata di Chi l’ha visto che parlava delle abitudini sessuali di un presunto uxoricida. Vergogna! E procedo oltre. Salto il 4, il 5, e il 6. E già sul 7 mi areno di fronte all’evidenza che la nostra televisione non avrà mai altro dio all’infuori di loro. Rai e Mediaset. Così torno indietro. Rapidamente. Come solo io so fare. E non mi resta che il primo. E c’è Sanremo. E non sarebbe nemmeno male perché ci sono i Soliti Idioti. Solo che, dopo, salgono sul palco i Marlene Kuntz. E mi vengono le emorroidi. E bruciano. Ma porca troia, quelli sono i Marlene Kuntz? Si. Sono i Marlene Kuntz. Porcoddio. Torno in fretta sul due che ricominciano da San Siro. Ma quell’immagine non riesco più a togliermela dalla mente. E la partita fa cagare perché quelle merde stanno dominando e i Gunners sembrano dei pistolini appassiti. Allora ho bisogno di roba forte. E nuova. Mi aggancio al mulo e scarico con somma soddisfazione il nuovo album degli Aborted che avevo letto una recensione che mi pigliava parecchio. E, infatti, questi belgi si che sanno spaccare il culo pure ai procioni! Una vera pastiglia medicamentosa per una serata di merda. Puro brutal metal con venature grind. Morte, violenza e orrore. Fantastico. Con solo qualche dubbio sulla loro nuova sezione ritmica. Ma è ok. Il disco non risulta mai monotematico, è assai vario e si fa veramente piacere al punto che, sono certo, sarà uno dei migliori dischi di quest’anno. Insomma. Qualcosa di grandioso per non portarsi nella notte tutta la merda di una serata del cazzo. Qui.