lunedì 6 febbraio 2012

MALEVOLENT CREATION - THE WILL TO KILL
Non so voi, ma io non li tollero veramente più. Dal sindaco fino a sti cazzo di giornalisti. Nessuno escluso. E pagherei in petroldollari per avere l’opportunità di lapidarli tutti. Anzi, vorrei essere più crudele, più incisivo. E mi vengono in mente fighissime e severissime pene dal sapore medioevale. Che insomma, una legittima voglia di sopprimerli credo che sia ormai del tutto umana. Così mi viene in mente sto Will To Kill. E i Malevolent Creation. Che annovero fra i buoni maestri della scena death metal americana di cui in questi giorni torno ad essere impallatissimo. Così dopo Death, Deicide e Lamb Of God, avanti con i Malevolent Creation! Anche se questo disco che vi propongo viene dopo un cambio di line-up che ho digerito poco. Perché io ho sempre preferito i lavori con Brett Hoffmann. E i capolavori come Ten Commandaments o Retribution. Ma devo dire che qui Kyle Simons la svanga bene e si supera. Sapendosi egregiamente incastonare in un muro sonoro in cui il batterista di turno, Justin Dipinto, dipinge cazzotti in faccia con inumana furia. Perché si. È proprio questa la bellezza di questo album. Un drumming inatteso, un vero e proprio tritacarne che rende la sezione ritmica un effettivo tormento per i timpani ed i cuori più deboli. Ma per noi che siamo cuori forti questo è miele. E quindi godiamo. Rimarcando l’eccellenza di Pillage and Burn. Due minuti circa di pura violenza death metal che ci fanno schizzare dappertutto. Rendendo questo lavoro veramente un buon disco. Uno dei migliori dell’ultimo decennio di questa band. Che sa fare tutto. Thrash, death e pure grind. Cattivi al punto giusto. Cioè tanto da partorire 40 minuti di pura devastazione e di pregiatissimo massacro senza mai un calo di ispirazione. Che forse è proprio l’ispirazione a non mancare mai. E a noi basta aprire un giornale per aver voglia di trucidarli. Qui.