sabato 4 febbraio 2012

UNA STORIA DI UNITÀ DI MISURA
E no! Cara Protezione Civile… stavolta c’ha ragione il nero sindaco! Che 15 millimetri non sono 15 centimetri. Che con le unità di misura mica si può scherzare tanto superficialmente. E dunque, almeno stavolta, dovete ammetterlo di aver sbandato alla grande. Perché la neve, alla fine, è come il cazzo. E il gerarca si era preparato a prenderlo in culo per 15 mm, mentre voi, invece, ci avete affondato carne per 15 cm. E capisco che fa male. E che c’ha una gran ragione di lagnarsi per il dolore. Che si aspettava un cazzetto ed è arrivato un cazzone. Anche se, precisiamo, non è che sia calata sulla capitale un’orda di negri dal grande fallo. Il grande sodomizzatore si è fermato alle porte di Roma. Probabilmente da quegli amici ultrasfigati de L’Aquila. O, forse, nell’immediato entroterra. Ma qui non è certamente giunto Rocco Siffredi col suo arnese del 30. Lui continua a starsene beato tra le donne nella sua nuova casa magiara. Mentre noi, cari amici, e questo dovete saperlo soprattutto se mi leggete da lontano da qui, non è che siamo nel bel mezzo di un’apocalisse. Ci sono solo pochi centimetri di manto bianco che hanno abbellito la città. Che oggi è una meraviglia. Che tutti vanno a piedi. E tutti si parlano. Scambiandosi la pala. O la carota. Già, quella per fare il pupazzo. Che io ne ho fatto uno fighissimo, stamattina. E, simbolicamente, lo volevo pure dotare di un gran pene. Tipo l’affresco di Priapo a Pompei. Ma poi c’era troppa fanciullezza attorno e mi sono dovuto contenere. Ma divertendomi. Perché oggi è stata una giornata speciale. Di quelle che rallegrano i bambini. E i cani. Di quelle che ci ricorderemo. Ovviamente, per quanto riguarda noi, per la bella imbiancata. Il sindaco, invece, per la rigida inculata. Ma, in fondo, è andata bene pure a lui. Perché, secondo me, gli piace. Oppure male. Perché 15 cm, in fin dei conti, sono effettivamente pochi.