martedì 31 gennaio 2012

LAMB OF GOD - RESOLUTION
È uscito! Porca di quella puttana, è uscito! Forse non è ancora giunto nei negozi italiani ma, senza preavviso perché lo si attendeva per febbraio, lo si può reperire già in rete. Sto parlando del nuovo lavoro dei Lamb. Una graditissima primizia. Ovvio. Come è ovvio che voi non vi dobbiate aspettare una critica costruttiva ed obiettiva da parte mia. Perché sti virginiani appartengono a quella ristrettissima cerchia di musicisti (non arrivano ad essere dieci) per cui io non potrei mai dire male. E, infatti, questo ultimo album primeggia come tutta la loro eccellentissima produzione musicale. Sette capolavori. Uno dietro all’altro. Sparati senza discontinuità. E sarà uno dei migliori dischi di quest’anno, senza dubbio. Anzi, potremmo già fare la resa dei conti di fine dicembre. Interrompere tutto qui come vorrebbero i Maya. Perché a me questo Resolution mi ha già fatto eiaculare. Che due ascolti sono bastati. Ed è entrato nella mia hit parade. Al primo posto, ovviamente. E ci resterà per un bel po’ di tempo. Perché il tema è sempre il solito ma è sempre caro. Pure American Metal. Groove metal con qualche vena punkeggiante. Con qualche piacevole sorpresa. Prima fra tutte, un ritorno ad una centratura più violenta rispetto a Wrath, a svantaggio di qualche disdicevole schizzo melodico presente su quel lavoro. E poi, il pedale della velocità, quello destro, che ormai si può dire sia pigiato fino in fondo. A tavoletta. Che oltre non si può andare, pena non divenire supersonici. Per non parlare della ottima resa tecnica dei cinque di Richmond. Che forse sono arrivati all’apice del loro fare arte. Con soluzioni e arrangiamenti sempre più vari. E un batterista che forse, ora, è il migliore del globo. Certo, sudore, sangue e carroarmati restano. E ci mancherebbe. Che ciò è quello che importa. Che ciò vogliamo sentire. E fa godere che, mentre tanti giganti della filiera si stanno perdendo nell’assenza di idee o nell’autismo di conti bancari troppo cospicui, i nostri Lamb si ergano al ruolo di tenaci difensori della fede metal. Dunque, concludendo, sappiate che il reverendo Randy Blythe c’ha in canna parecchi sermoni da grugnire ancora. E che saranno urla sataniche, perché il ragazzo ha i demoni dentro. E non finirà mai di stupire una voce del genere in un corpo di 60 kg. Ma insomma, questo è l’agnello di dio. Quello che non toglie i peccati dal mondo. Ma è un piatto gustoso per questo 2012. Dunque, prendetene e mangiatene tutti. Qua.