domenica 22 gennaio 2012

UNSU - MORAL DISTORTION
Io non ci capisco più un cazzo. O meglio. Capisco bene che i nostri eroi si siano tutti estinti. E so anche che potrebbe essercene qualcuno ancora in vita ma che si tratta solo di centenari che avranno smarrito l’antico vigore. Però non mi riesco a spiegare la necessità che avete dell’uomo forte. Dell’uomo faro. Del guru. Che comunque cercherete invano. E senza trovarlo più. Alla stessa maniera, non riesco nemmeno a comprendere perché chi fa cose che dovrebbero essere considerate normali venga, in qualche maniera, celebrato. Il calciatore di Serie C convocato in nazionale solo perché non prende una mazzetta. Il colonnello che col culo al caldo si esibisce nella elementarità di un ordine militaresco. Insomma. Secondo me idolatrare questi fenomeni è tanto umiliante quanto lo sono la delinquenza e la codardia che gli sono state contrapposte. Riconosciamocelo. Ed è questa la ragione per cui mi sono venuti in mente gli Unsu. Perché credo che la nostra sia una distorsione morale. Che ha fatto breccia nelle nostre capocce stanche solo perché stiamo nuotando a rana in un brodo di totale immoralità. E gli Unsu sono giovanissimi. Si sono formati a Lille nel 2008 e non sono ancora andati oltre a qualche split. Però sanno già bene come vanno le cose. Guerra. Ineguaglianze. Piaghe sociali. Sanno tutto. E sanno che difficilmente cambierà qualcosa facendo il pianto greco o piazzando una tenda sulla Grande Place. Allora macinano. E pensano a divertirsi. Con la brutalità che gli conviene. E con 13 tracce di buon grind e di vicende folli. Come Cut Throat With My Ass, la storia di un uomo che si ritrova con un vaso di vetro nel culo. E questo vaso si rompe. E i cocci lo tagliuzzano tutto. Ammazzandolo di una morte veloce. 1 minuto e 20 di totale follia. Forse per noia. Forse perché in televisione si parlava solo di falsi eroi. Qui.