mercoledì 18 gennaio 2012

SAPORE DI CAZZO
Ero in farmacia. A comprare un cazzo di antibiotico per il gatto. Che si, pure i felini si prendono l’influenza. E non ci era mai accaduto ma la vita è piena di prime volte. Anche quella dei mici. Così stavo lì, ad aspettare il mio turno con disciplina anglosassone. Osservando gente con le malattie più strane. Pure inventate. E mi veniva in mente Alberto Sordi. Finché il mio sguardo non è stato catturato dalla vetrina dei preservativi. Che sembravano caramelle. Tanti. Colorati. Soffici. Duri. Durevoli. In confezioni da sei, dodici, ventiquattro. Da trentasei per i più fortunati. E poi osservo che oramai ce n’è per tutti i gusti. E di tutti i gusti. Alla banana, ovviamente, al mirtillo, alla fragola, al ribes, alla noce di cocco e pure al mango. Che forse, in questo ultimo caso, il condom ti passa quella ingombrante sensazione di fare un pompino ad un iperdotato ugandese. Boh! Comunque guardo incuriosito. E pure divertito. Che, forse, ho un po’ perso attitudine con la materia. E rifletto che, alla fine, manca solo una certa varietà in quanto a dimensioni. Che forse dovrebbe essere l’unico parametro da prendere in considerazione su uno volesse fare una cosa seria. Ma resta la gamma dei sapori la cosa che mi sorprende di più. E mi domando che cazzo abbia fatto accrescere questa tendenza di mercato. Perché ad un’offerta così consistente corrisponde ci certo una domanda non indifferente. Perché mica si può buttare via tutto quel ben di dio in lattice! E allora ne deduco che il sapore del cazzo non piaccia più. Che le donne, e certi uomini, ne siano diventate refrattarie. E mi deprimo. Finché non tocca a me. E la farmacista vuole darmi una roba da cane. Che non va bene. Che stiamo parlando di un gatto di 3 kg e non di un alano da 40! E tocca incazzarsi. Che, porca troia, qui nessuno sa più lavorare. Sta cazzo di dottoressa su tutti. E mi domando se anche lei farà i pompini come li faceva Michael Jackson…