lunedì 16 gennaio 2012

PROSTITUTE DISFIGUREMENT - DEEDS OF DERANGEMENT
Lo so che per molti è solo rumore. E so pure che in tanti pensano che il brutal possa essere una prerogativa per tutti. Ma non lo è. Perché la brutalità stessa non è per tutti. E, come tutta la buona musica, richiede una ricerca sonora che non riesce a trovare chiunque. E non basta nemmeno. Perché, contrariamente ad ogni altro stile musicale, il brutal necessita anche del fatto che tu ci creda seriamente. Che tu abbia certi requisiti di disgusto. Ed è fortemente richiesta pure una buona attitudine etica e morale, altrimenti si sfascia tutto. Così potresti essere il più grande dei tecnici ma risulteresti poco credibile. Perché il brutal death metal nasce dal profondo. È roba che sta rinchiusa nello stomaco. Pronta ad essere vomitata. E non solo un sound violento e potente.
A dimostrazione di ciò, oggi vi posto quelli che, secondo me, sono i migliori di tutti, i più incazzati. Quelli che ne hanno ormai le viscere piene. Sempre pronti ad un impatto in piena faccia. Che sia di vomito o di bile poco importa. Sto parlando dei Prostitute Disfigurement. Noti folli d’Olanda che non hanno un cazzo a che vedere coi papaveri e coi mulini a vento. Gente con il sano gusto del canto gutturale e una buona predisposizione ad una esplicita sessualità. Cinque ragazzi che in questo lavoro, secondo me, hanno saputo metterci tutta l’essenza del brutale. Una violenza inaudita ma pure una ritmica sempre forsennata. Che non da’ respiro. Come non respira mai quella voce che sembra giungere in diretta dall’inferno. E non c’è modulazione. Nessuna moderazione. Ma, se saprete ben tendere l’orecchio, saprete anche apprezzare un lavoro strumentale degno di nota. Perché non è impossibile essere brutali. Ma non è nemmeno facile come potrebbe sembrare. Qui.