venerdì 13 gennaio 2012

AL TEATRO DELLO SPADONE
Oggi volevo fare un ultrasuono. Che ce n’avevo in mente uno davvero figo. Però la cronaca nostrana è talmente tanto viva (o morta, dipende dalla prospettiva) da obbligarmi a produrre monologhi in continuazione. A raffica. Perché siamo costantemente posti innanzi a qualcosa che va rimarcato e ricordato. E, stavolta, addirittura a qualcosa che potremmo definire epocale. Insomma, pensateci bene, ci hanno fatto credere per più di vent’anni che i signori della Lega fossero razzisti. Ma non è vero! Era solo teatro. Effettivamente, ripensandoci bene, un po’ nazisti lo potevano sembrare. Se non altro perché si erano esibiti in tante e talmente becere cafonerie che, legittimamente, li avevamo pensati tali. Insomma, dall’”Umberto Bossi padre della trota cogliona” fino all’“ex ministro Maroni condannato per resistenza a pubblico ufficiale”, passando per le cazzate tipiche del Calderoli o del Borghezio pensiero (scusate, la parola pensiero in questo caso mal si addice ma non mi veniva in mente altro), abbiamo sentito proprio di tutto. Dalle battute sui negri al maiale day. Dalle cazzate su Maometto a quelle sugli ultras. Insomma, di merda ne avevano schizzata a volontà. Sui terroni e sugli stranieri. Sugli arabi in particolare. Che non si sa bene perché qualche emissario di Al Qaeda non ce li abbia mai tolti da attaccati al culo. Ma comunque… comunque era solo una recita! E questo lo sappiamo da ieri. Quando, in compagnia di quei coglioni dei Radicali, i nostri “eroi che ce l’hanno sempre duro anche senza il Viagra” si sono premurati di salvare il culo di un napoletano. Ma non solo un napoletano. Non uno qualunque. Non un bravo cristo dei tanti che ce ne sono. No. I leghisti amano talmente tanto i popoli del sud da non limitarsi a quello che potrebbe essere considerato un normale gesto di solidarietà. Vanno oltre. Che loro i napoletani li amano tutti. Pure gli ultimi. Pure quelli che appartengono all’ultimo anello della catena evolutiva. Pure i camorristi. E, dunque, signore e signori, siate i benvenuti al teatro dello spadone. Dove nulla è completamente vero. Ma niente è totalmente falso. Mentre io, per la cronaca, sto per uscire e me ne andrò al cinema.