mercoledì 11 gennaio 2012

STATISTICA APPLICATA ALLA SBIRROLOGIA
I delitti della Uno bianca sono da tempo caduti nel grande dimenticatoio dei misfatti italiani. Come la polvere che spingevo sotto al letto quando vivevo da solo. Come Ustica. Come le bombe sui treni o nelle banche. Ed è rimasto margine di discussione solo per il pecoreccio. Per le tette della rumena di turno. O per la fiction di mamma RAI. Che ha contribuito a creare la leggenda degli sbirri bravi che hanno incastrato quelli cattivi. Che poi si è fatta storia. A tal punto che, ora, contando sulla nostra carenza di ram, si stanno pure premurando a mettere fuori alcune di queste grandi merde. Manco non ce ne accorgessimo. Manco non ci rodesse pure il culo più di tutte le altre volte che qualcuno non è marcito in quelle galere che, ormai, sono diventate solo una residenza per poveri cristi al soldo di una malavita che arricchisce i potenti. Per cui la considerazione che viene è sempre la medesima. E qualcuno mi dirà che c’è il marcio dappertutto e che non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ma a me piace l’erba. E mi stanno sul cazzo i fasci. Così attingo al mio sapere di statistica di base e vi dirò che nella banda in questione erano sbirri in 5 su 6. E che quindi l’incidenza era del 83,3%. Che non mi pare poco. E, se qualcuno obiettasse che questo non è un campione significativo, potremmo sempre cappare l’acquisito con uno 0,25 che è iper-cautelativo e che comporta un risultato del 20,8%, percentuale di gran lunga superiore all’incidenza della delinquenza nel restante insieme della popolazione. Che non c’è un cazzo da fare. Come la pederastia è assai più diffusa nel clero che tra i civili, analogamente nella police abbiamo a che fare con un tasso di criminalità del tutto anomala. Anche considerando che, in entrambi i casi, non tutto viene alla luce e che, sicuramente, noi facciamo queste valutazioni solo su piccole emergenze.
Concludendo, c’ho ragione io. E c’hanno ragione loro. Gli ultras. Che all cops are bastards!