martedì 10 gennaio 2012

INHALE YOUR HATE - TERRORIZED BY REALITY
Internet ci ha permesso grandi cose. Su tutte, un’informazione maggiore e meno imbavagliata. L’accesso ad un commercio più equo. E la possibilità di conoscere cazzi e lazzi di tutto, senza doversi per forza comprare la Treccani che, oltre a costare un botto, occupa un sacco di spazio nella libreria. In più, il web ci ha fatto l’enorme regalo di poter fottere la musica ai delegittimi proprietari. Anche se, ovviamente, ciò è stato reso possibile soltanto dalla illegalità. Dallo sharing e dal peer-to-peer. Che poi perché siano illegali non si sa. Perché non è che le band abbiano smesso di far musica. Né si sono messe a zappare la terra. Segno che proprio di merda non stanno vivendo. Per cui la sola cosa vera è che la rete ci ha tolto quel particolare piacere di entrare nei negozi di musica. Di fare l’acquisto. Del togliere il preservativo al vinile. Ma sono cose di cui facciamo volentieri a meno perché l’altro piatto della bilancia è decisamente più pesante. Resta, quindi, solo il solo problema di archiviare tutta la roba scaricata. Ed io, che non sono ancora adeguatamente attrezzato, ho vari terabytes di musica sparsi per tutta casa. Ed ogni tanto mi perdo qualche byte importante. E poi, a volte, lo ritrovo. Altre no. Fatto sta che, tra le gradite riapparizioni di questi giorni (stava in un DVD di fotografie!), ci sono gli Inhale Your Hate. Che devo aver scaricato molti mesi or sono. Dimenticandoli fino ad oggi. E dunque ascolto. E penso che siano degni di menzione sul blog. Almeno se ti piace il Cavalera Style. Ma a noi ci piace (!). Anche se questi veronesi non li conosco per nulla. E non so la loro storia. Ma ho già deciso che correrò ai ripari. Perché questi sono 33 minuti di grandioso delirio musicale. Che qui non c’è pietà come è giusto che non ce ne sia. Qui Romeo e Giulietta non possono che buttarsi nel fiume attaccati ai loro lucchetti. Qui non c’è amore. Ma solo ed unicamente odio riversato da un pentagramma su di voi. Odio. E violenza. Ad un livello secondo solo a quello della realtà che ci circonda. Che siamo a Verona. Veneto. Italia. Ovviamente terrorizzati dalla realtà. Qui.