martedì 20 dicembre 2011

PIG DESTROYER - TERRIFYER
Torniamo per un solo attimo, che poi mi vengono le carie, al nostro ministro piangente. Che mi ha sdegnato non poco per il suo falso d’autore. Per ipocrisia. Per opportunità. E gioiamo per il fatto che, finalmente, ha trovato motivo di versare lacrime vere. Preoccupata. O, più sanamente, spaventata di una paura che gliela fa fare nelle mutande. Perché può combinarcene di tutti i colori. Metterci l’Iva al 40%. O l’Irpef al 70%. Può mandarci in pensione a 80 anni ed incularci di Imu fino a farci sanguinare. Ma deve saperlo bene che il nostro lavoro non si tocca! Perché noi non abbiamo padri (o madri) che ci infilano nei posti buoni. Perché il nostro lavoro è una conquista. Perché il nostro lavoro è la sola cosa umana che abbiamo avuto. Ed io, per questo, sono felice che la ministra si sporchi la mutanda. E ne godo come un matto. Dello spavento di sta troia. Che, quasi, fa rimpiangere le donne che ci ha propinato per anni il nano. Meno subdole. Evidentemente orientate solo a se stesse. Ma meno false. E senza quelle labbra secche che ti fanno venire in mente solo una sana ultraviolenza. Che volevo postare qualcosa di porngrind. Di quello più becero di tutti. Di quello doloroso. Ma poi mi sono venuti per le mani i Pig Destroyer. E, allora, vado con quelli. Che vanno bene comunque. Perché questo grind made in USA combina perfettamente una sana urgenza di brutalità con la misoginia inevitabile innanzi a questa demenza femminile. E i Pig sono perfetti. Violenza, sesso morboso, dolore, morte. Il nostro migliore augurio di buon anale per la maiala. E per tutti quei porci che l’hanno sostenuta, solo felici di essersi tolti dai coglioni un nano.
Auguri maiali, e buon anale! Qui.