lunedì 19 dicembre 2011

REGURGITATE - CARNIVOROUS ERECTION
È il momento del party di Natale. Dei sorrisi stringati. Dei falsi abbracci. E dei falsi bilanci. Così devo distrarmi e mi fisso sul culo della nuova direttrice del personale. L’ottimo nuovo acquisto di questo fine anno. Ottimo per il culo, si intende. E mi domando se dovrò chiederle prima quello o un aumento di stipendio. Ma so che, se fossi messo nella circostanza di scegliere, preferirei il culo. Che un aumento di salario se lo divorerebbero le tasse. Mentre il culo non conosce crisi. Non un culo del genere. Pensiero immondo. Ma sublime. Mentre il capo dei capi propone il brindisi. E noi trangugiamo Berlucchi, in un osanna ad un MOL pazzesco, insperato. Il record dei record. Che tutto va bene. E l’anno prossimo andrà pure meglio. E, nel fragore dell’applauso, quel culo divino si alza ancora più in su. Ed è incredibile come si pronunci a modo suo. Come alle donne si innalzino i fianchi in un’acclamazione concitata. Ma dovrò farla bere. Penso. Di più. O magari non ce n’è nemmeno bisogno. Ma sarebbe utile trovare un modo per mettere un po’ di musica qui. Questa musica qui. Che ci vorrebbero proprio i Regurgitate. Sarebbero figo da morire se potessero piombare in questa sala con uno dei loro rutti gutturali. Devastando tutto e tutti con il loro gore. Sconvolgendo queste mediocri menti con i loro pezzi da 30-60 secondi. E allora si che quel culetto avrebbe ragione di scuotersi. Allora si che si potrebbe capirne la patologia. Ed io mi dovrò solo ricordare di proporlo per l’anno prossimo. Superalcolici invece che stupidi Berlucchi rosé. E il growl di questi svedesi al posto della litania dell’amministratore delegato. Che ha un po’ rotto il cazzo. Lasciandomi con questa erezione carnivora che vorrei dare in pasto alla nuova direttrice. Ma per quest’anno non è andata così, purtroppo. E allora rigurgitiamo qui.