venerdì 16 dicembre 2011

THIS MUST BE THE PLACE
Su questo blog c’è tanta musica. Questo non negatemelo. Perché la gnocca è ovunque ma ci sono più di 12000 post taggati rumore che spero facciano del mio blog un ambiente non solo di figa ma pure di musica. E sottolineo musica. Perché è quella che ci fa vibrare i cuori, le gambe, i cazzi, mentre i musicisti, in realtà, non sono altro che stronzi viziati o svitati. E ciò non vale per tutti. E non vale, probabilmente, per chi non ha ancora annusato l’aria del successo planetario. Ma vale per i più. Per quelli come Bono degli U2, per intendersi. Che, vestito da buzzurro, trascorre le sue giornate a fare il santone o a divagare sull’Amazzonia per la pecunia (liberamente tratto da uno che, invece, coerente lo è sempre stato). O come Ozzy. Che, non me ne vogliano i fan dei Black Sabbath (sempre siano lodati), ma dobbiamo riconoscere che è diventato un coglione di fama mondiale da quando ha deciso di coprirsi di ridicolo con i telefilm familiari. E proprio Bono e Ozzy sono i due personaggi che meglio richiamano questa favolosa interpretazione di Sean Penn che impersona una ex rockstar capricciosa e ancora bambina, ormai dimentica di un successo lontano, ma assolutamente ancora calata nei panni del suo io che fu e totalmente distaccata dal mondo reale.
Per la cronaca, il film è di Sorrentino. E, per un volta, possiamo vantarci di un prodotto italiano. C’è da farsi qualche risata. E c’è il finale che non ti aspetti. Che ben ti fa capire come la crescita umana debba spesso passare anche attraverso l’amabile sapore di una sana vendetta. Insomma, non un capolavoro. Ma sicuramente una buona idea per il vostro venerdì sera.