mercoledì 14 dicembre 2011

ISACAARUM - VASELINE
Io li odio i centri commerciali. E non ne faccio solo una questione di filosofia sui principi della grande distribuzione. È che non riesco proprio a respirarne l’aria al popcorn. Poi, sono troppo caldi in inverno. Quasi glaciali in estate. E sono sempre popolati da una folla per lo più coatta che non perde l’occasione di essere piena di buste per urtarti senza ritegno. Per non parlare della fortissima concentrazione di bottegai che non vedono ad un metro dal registratore di cassa. Sempre impudichi. Famelici. Con un odioso e formale sorrisetto da iena ridens che gli deturpa le bocche. E dei bambini. Che vogliono comprare tutto. Ma proprio tutto. Anche quello che non sanno che cazzo sia. Insomma, sti posti sono l’inferno. E satana sono quei coglioni che, invece, li reputano il nuovo paese dei balocchi di collodiana memoria. Dunque capirete perché sono refrattario. E perché non ci vado mai. Mai in un anno intero. Nemmeno a prendere un po’ di refrigerio quando l’afa mi tormenta tra luglio e agosto. E sono un vero integralista in ciò. Solo che, oltre che integralista, sono pure un po’ coglione. Così capita che, una volta all’anno, accetti di metterci piede dentro. E quella cazzo di volta è a dicembre. Di solito di domenica. E vaffanculo a me perché ci casco sempre. Così non mi sono ancora ripreso. Anche se dopo un’oretta ero già riuscito a sganciarmi per andare a vedere un po’ di musica. Perché nei centri commerciali la musica si guarda. Si. E, mentre l’ennesima iena ridens mi proponeva l’ennesimo abbonamento a Sky, sono riuscito a trovare questo disco qui. Che non lo cercavo. Che potevo scaricarlo. Ma che ho comprato per dare un senso all’insana missione domenicale. Si tratta di un’uscita di questo 2011. Di un gruppo formato da quattro ragazzi cechi (da intendersi come della Repubblica Ceca) che non conoscevo e che mi ha favorevolmente sorpreso. Per la brutalità mai dissociata dalla buona tecnica. Per il growl che si alterna allo scream ad una velocità inaudita. Perché è un lavoro di humor formidabile, fatto di misoginia, violenza e pazzia shakerati nelle giuste dosi. Con la volgarità ai massimi livelli. E poi, il solo titolo del CD si confà perfettamente al nostro momento storico. Dunque, che cazzo volete di più? Mettetevi a pecora e ungetevi qui.