martedì 13 dicembre 2011

CANNIBAL CORPSE - BUTCHERED AT BIRTH
Prima capitale d’Italia. Dei genitori intellettualmente medioevali reinventano la castità. La figlia sedicenne, illegittimamente troia, simula uno stupro. Un intero quartiere si arma di spadone per la caccia al Rom. E i bambini nomadi sfuggono alla rappresaglia solo per un soffio.
Seconda capitale d’Italia. Un coglione piuttosto obeso opta per fare un salto alle bancarelle di Natale. È un militante di Casa Pound. Quindi un fascista. Ha una rivoltella che non adopera mai. Ma decide di provarla. Lascia due senegalesi sul selciato e si toglie dal cazzo.
Terza ed ultima capitale d’Italia. Che c’hai ‘na siga? No. Boom! Migliori amici si ammazzano per un tiro di Muratti. Probabilmente light.
Ed io mi domando che cazzo dovremmo farne di sta gente. Mi chiedo se sia giusto tollerarli come farebbe una tranquilla socialdemocrazia, magari cercandone il recupero, o se dovremmo usare metodi più spicci. Più brutali. Alla fine propendo per la seconda ipotesi. Di più, sono per una soluzione “alla Erode”: bisogna macellarli alla nascita. Per questo oggi vi propongo il giusto manuale per la situation. Cannibal Corpse. Il meglio del brutal death metal americano. 11 album e mezzo lustro di gloria senza mai apparire in una TV o alla radio perché giudicati troppo truculenti. Censurati o banditi in ogni ovunque. Pure in Germania e in Australia (!). Violenti nelle loro canzoni non meno dei temi che trattano. Stupri, uccisioni, necrofilia. Tutta roba da non dire. Manco fossero cose che non accadono. O che forse accadono solo da noi. Boh! Perché, sarà un caso, ma lo scorso anno sono passati dalle nostre parti. Concerti resisi sicuramente possibili solo perché in Italy nessuno o quasi conosce l’inglese. Comunque sia, viste le storie di ieri e di oggi, noi abbiamo davvero bisogno di ucciderne qualcuno alla nascita. O forse tanti. Fate voi. Ma intanto cominciamo a leggere le istruzioni. Qui.