domenica 11 dicembre 2011

60 ANNI, 30 METRI E 5 TONNELLATE DI VERGOGNA
Ecco a voi un altro esempio di autentica coglionaggine italica. Perché di questo si tratta. E di null’altro. Perché, per una volta, il Comune di Roma aveva fatto una scelta proba, acquistando un addobbo natalizio a impatto zero. In breve, se già non lo sapete, il nostro nero-sindaco aveva fatto collocare a Piazza Venezia un albero natalizio ineditamente finto. Quindi ecologico. Ora, è vero che era costato qualche quattrino di troppo ma l’idea non potevo che ritenerla sostenibile perché, in fondo, sto cazzo di albero lo si sarebbe potuto utilizzare per più natali successivi. E invece no. Quei coglioni di miei concittadini, mossi dalle lobby del bello ad ogni costo, hanno pensato bene di contestare l’iniziativa e di osteggiarla fino ad ottenere la rimozione del simpatico oggetto. Certo, bisogna riconoscere che proprio carino non era, trattandosi di un cono tutto bianco che sembrava quello di un gelato caduto per terra. Però ciò non basta a giustificare che il giorno stesso in cui è stato posato il cono è stato pure rimosso, per essere sostituito da un tradizionalissimo albero in puro legno, pare proveniente dai boschi toscani. Che, invece, piacerà a tutti. Destra e soprattutto “sinistra”. Conservatori e soprattutto “riformisti”. Che non si sono accorti che l’evoluzione della specie passa anche per queste piccole cose.
Che se ne andassero, quindi, a fare in culo, tutti. Mano nella mano. Perché, alla fine, si sono comportati come l’omino bianco, non quello della lavatrice, l’altro, quello che ha mandato una spedizione di boscaioli fino in Ucraina per poter abbellire piazza San Pietro con un favoloso abete rosso di 60 anni, 30 metri e 5 tonnellate. Totale km percorsi: circa 2500. In fondo, solo uno dei tanti viaggi di vaticana vergogna.