sabato 10 dicembre 2011

THE BLAIR WITCH PROJECT
Sempre in quel paesino rimasto senza prete, da ragazzino mi toccava passarci almeno una settimana. Ciò perché mio padre, vero fanatico della raccolta del fungo porcino, si prendeva sempre le ferie non appena veniva a conoscenza del fatto che ne era spuntato uno dietro ad un cespuglio. E non è che mi dispiacesse molto sta cosa. Perché i funghi nascono quando le scuole sono già iniziate. E quindi per me voleva dire vacanza. Ma, a ben pensarci, era una villeggiatura del cazzo! Perché il mio vecchio voleva sempre che andassi nel bosco pure io, che i maschi di casa devono imparare come si cerca un cazzo di porcino. E, non so se tutti voi lo sapete, ma a funghi ci si va che fa ancora notte. E non si sono svegliati né galli né galline. E quindi era sempre buio. E, quando veniva la luce, restava buio, tanta era fitta la vegetazione. E poi c’era sempre una merdosissima nebbiolina. E gli animali facevano strani rumori. E io non ne ho mai visto uno ma sono sicuro che c’erano lupi ferocissimi, cinghiali agguerriti, serpenti tipo il sette passi e quant’altro potesse esistere di più spaventoso. Così mi liberai di quell’incubo soltanto verso i 14 anni. Che poi decisi che non ci sarei più andato per funghi. Decretando che avrei odiato i boschi per sempre.
Ma la ricorrenza delle paranoie è davvero singolare. E, un giorno, sono andato al cinema a vedere sto film. E mi sono ritrovato in quello stesso bosco. A cagarmi letteralmente sotto. Perché vuol dire che da ragazzino avevo sottovalutato la mia paranoia. Perché non solo gli animali del bosco sapevano essere spaventevoli, ma c’era pure l’essere umano che poteva esserlo molto di più. E sarà che è tutto girato in super 8, su videocassetta, saranno i difetti dell’amatorialità, ma questo è un film che riesce davvero a non farti posare il culo sulla poltrona. Ed è la dimostrazione evidente che se hai una buona idea, anche con quattro soldi del cazzo, puoi fare un capolavoro.