venerdì 9 dicembre 2011

PIRAMIDE DI HEINRICH-BIRD
Lunedì scorso una vecchia cariatide, certamente invidiosa dei vent’anni di Martina, sosteneva che dovrei disincentivare la collega a portare tacchi tanto alti in ufficio perché potrebbe mettere a rischio la sua sicurezza ai sensi del decreto di sto cazzo, in recepimento alla norma di sta minchia. Allora ho preso in mano sto strumento. Che è la piramide di questi due, meglio nota come la Piramide di Bird perché si vede che Heinrich non contava un cazzo. Detta piramide è una raffigurazione grafica dell’andamento infortunistico su base statistica. E, per esempio, una rappresentazione come la seguente dimostra come ogni 1200 deviazioni dagli standard di sicurezza avvenga un incidente grave (dove per grave si può intendere pure la morte), secondo la progressione e con le proporzioni fra la gravità degli incidenti delineata dai volumi interni alla piramide stessa.
 

Tuttavia, per utilizzarla per successive valutazioni, la base e il vertice della piramide li devi determinare tu, in base alle rilevanze empiriche. Ossia, determinando, a seconda del processo in analisi, tutte le deviazioni (base) e gli incidenti (vertice) effettivamente accaduti. Applicando la sostanza ai fatti, Martina lavora con me da tre anni. Sono circa 660 giorni lavorativi, in cui ha messo i tacchi almeno l’80% delle volte, pari a 528 giorni. Consideriamo dunque 528 deviazioni dallo standard (base). E gli infortuni? Non ce ne sono mai stati, se si eccettua quella volta che ha inciampato sul cavo di un PC e mi è praticamente caduta tra le braccia. Direi dunque che al vertice devo mettere zero. E allora la piramide si smonta. Si sgretola come quella di Cheope. E resta una piramiduccia senza capoccia dove saltano tutte le proporzioni. E quindi vaffanculo. Che non esiste rischio per la ragazza. E, soprattutto, non esiste al mondo che un cazzo di Testo Unico mi privi della favolosa visione delle caviglie sottili di Martina.