lunedì 5 dicembre 2011

SEPULTURA - BENEATH THE REMAINS
Sono stato un talento misterioso. Inespresso. Incompreso. E questo è quanto mi sono sempre detto quando, innanzi alla mia passione per il calcio giocato, nessuno si è azzardato a darmi una concreta possibilità. E così sono diventato un ultras. Di quelli beceri. Cattivi. Forse dei peggiori. Di quelli che hanno solo l’amore per una maglia. E odio per tutto il resto. Perché un buon ultras è monogamo, ha un solo affetto, mentre tutto il resto è pura avversione, senza vie di mezzo, e con rare eccezioni. Insomma, tra queste non conformità alla regola, ci sono veramente pochi attori. Alcuni che hanno vestito con dignità la nobile casacca senza poi cagarci sopra, altri che non hanno mai avuto l’inestimabile onore ma si sono distinti per essere veri uomini di calcio. Tra questi citerei, per esempio, quel fantastico uomo di campo che è il Trap (don't say cat in the sac, if the cat is not in the sac!), qualche piede di eccelsa natura quale il Pibe, e qualche nobile avversario, di quelli che hanno il talento vivo nei piedi ma pure nel cervello. E Socrates era uno di questi. Un uomo di altra natura rispetto alla maggior parte delle merdette che giocano ora, coi capelli da coglioni e le sopracciglia da froci. Anzi, il dottore era un Gran uomo. E non è un caso che fosse davvero un medico, perché è sempre la gente di scienza ad essere la migliore. E quindi è passato alla storia per essersi inventato l’autogestione dei calciatori, è stato impegnato in politiche sociali degne di nota, e come calciatore lo ricordo tra i miei flashback di calcio più antico, ai mondiali del 1986, contro la mia Francia del mio Platini. Due mostri contro. Due personaggi che sull’erba danzavano passi tango. E mai una sceneggiata. Mai una voce fuori dal coro. Sempre esempi. Così oggi celebro la dipartita di un grande che ha abbellito la mia gioventù. Quel barbudo che non sapeva dire di no all’alcool. Che poi l’ha ammazzato. Ma che immagino gli piacessero i Sepultura. Ne sono certo. Perché so delle cose che gli erano care. Guerra alla guerra. Questioni sociali. Robe che lo avvicinavano a Lula. E, sicuramente, ai maestri di Belo Horizonte. E, quindi, che Sepultura siano. Beneath the remains. Qui.