venerdì 2 dicembre 2011

HOSTEL
È da un bel po’ di tempo che non vi propongo un film. E ciò per molteplici ragioni. Primo perché non sono un cinefilo, nel senso che mi piace un casino andare al cinema ma non me ne intendo per un cazzo. Secondo, perché, valendo il punto 1, riesco ad apprezzare solo roba che mi muove qualcosa dentro. E, recentemente, è raro trovare qualcosa che sappia mettere in moto le mie emozioni. Terzo. Perché, pur avendo qualche titolo da proporvi, non è mai facile trovarlo ben doppiato in italiano per linkarvelo. In questi giorni però, mi è capitato questo film di un po’ di anni fa che vi consiglio con piacere perché è stato uno degli ultimi horror che ho avuto modo di apprezzare. Qualcuno l’ha superficialmente definito uno splatter per il solo motivo che, in effetti, il sangue scorre a fiumi. Ma non è così. Perché di Hostel hanno fatto il secondo, poi il terzo, facendolo effettivamente diventare la solita stronzata americana che non finisce mai, ma il primo film della serie era un’ottima idea. E la sua bellezza risiede nel fatto che non credo disegni una situazione tanto distante da una possibile e bieca realtà. Per capirlo, ovviamente, bisogna delinearne la trama: che ci racconta di due cazzetti americani che un giorno decidono di andare a femmine nell’Europa dell’est. E lì trovano due fighe da paura. Le quali però, con l’inganno, li condurranno in una sorta di officina degli orrori dove ricchi e potenti killer seriali si divertono a torturare ed ammazzare la gente a pagamento. E ciò ci fa riflettere. Perché, fino a ieri, credevamo che questa fosse una delle poche cose che non si potesse comprare. Mentre ora sappiamo che si può. Che il vile denaro può mettersi pure al servizio della più oscura e disgustosa natura umana.
Non illudetevi dunque. Perché, a sto punto, il denaro compra davvero tutto. E non intristitevi troppo. Perché in fondo lo sapevate già. Ma godetevi la visione di questo bel film.