lunedì 28 novembre 2011

MATRICE DI EISENHOWER
La matrice di Eisenhower è un supporto decisionale che favorisce, tramite un’opportuna schematizzazione che coordina importanza ed urgenza, l’individuazione della cosa più appropriata da fare, quando bisogna farla e chi si deve incaricare per eseguirla. Insomma, tu prendi tutte le cose che hai in agenda, le butti dentro sto cazzo di rettangolo e, in un lampo, arriva la soluzione del problema.


In sostanza, se una cosa la allochi nel settore 1 è evidente che servono i controcoglioni. Quindi non te la toglierai dal cazzo finché non te ne occuperai in prima persona. Nel secondo caso, trattandosi di roba importante ma non urgente, può permetterti una pianificazione. Ciò non vuol dire che non la farai tu. Significa solo che puoi aspettare fino a domani. Il caso 3, invece, trattandosi di una cazzata poco importante ma comunque urgente, lo puoi tranquillamente delegare. Ma non ad un idiota. L’urgenza presuppone almeno chiarezza di idee e minime capacità. Il caso 4 può essere eliminato. Ossia, non affrontato. E voi capirete che Eisenhower ci ha vinto una guerra contro i nazisti usando sta matrice. Che è dunque genialata che non può essere bistrattata. Le difficoltà maggiori risiedono nel determinare bene quello che non bisogna fare per eliminare potenziali agenti distrattori. Ed è pure complicata la delega. Ma io ho attori per ogni ruolo. E pure un coglione totale a disposizione. Così 1 e 2 me li sono fatti praticamente da solo, oggi. Martina, che non sarà Margherita Hack ma è bel un fulmine di guerra, mi ha svolto egregiamente il 3. Mentre è inutile dire che lo spinone senza pelo sta ancora lavorando al 4. Morale della favola: su una cosa Eisenhower aveva torto. Perché anche l’agente distrattore ha la sua rilevanza. Risultando utilissimo per togliersi dal cazzo i coglioni.