martedì 22 novembre 2011

LIBERTÉ ET INDIVIDUALITÉ
Era atteso che il tema trattato ieri suscitasse qualche polemica. Così, inevitabilmente, oggi mi sono trovato nella mail una civile protesta. E rimarco civile, perché il mittente si è firmato e mi s’è rivolto con toni cortesi. Che sembrerà strano, ma è roba davvero inedita in questo mondo di boscimani. Per ciò voglio pubblicamente ringraziarlo, anche se, anticipo, io e lui restiamo in totale disaccordo. Avendo però scoperto che mi legge spesso, ho comunque piacere ad accogliere il suo spunto. Pur se a modo mio.
Precisando prima che egli non è Toto' U Curtu, almeno credo, visto che si schiera contro ogni mafia ed ogni camorra, il nostro amico risulta un po’ irato per il passaggio in cui il vostro amato Hands se la prendeva con gli indigeni che si tappano naso, orecchie e bucio di culo (leggasi in romanesco) innanzi alle mafie. E sostiene che io non capisca, né possa veramente capire, l’humus in cui questa gente è costretta a vivere. Tantomeno il clima di vero terrore che si respira in certi ambienti. Ed è vero. Devo dargli ragione. E, infatti, io, molto Bad ma non troppo, avevo fatto una precisazione. Aver paura è legittimo. Mancare di coraggio, poi, può capitare anche se è poco dignitoso. Ma, se ti succede, se lo subisci, te ne puoi sempre andare da lì e svuotare quei paesi di merda. In fondo, se sei persona onesta, che cazzo ti possono dare quei posti?
Un’altra riflessione si potrebbe fare, semmai, su altre cose. Io personalmente arrivo a pagare quasi il 40% di Irpef in detrazioni sulla mia busta paga. Ciò vuol dire che, su base annua, cominciando da gennaio, lavoro fino a maggio solo per lo stato. E soltanto dopo, da giugno in poi, potrò veramente dire di lavorare per me stesso. E, ben pensandoci, pure questo è racket. Solo che le tasse servono alla società civile (…), mentre il pizzo serve solo a finanziare le puttane a qualche pezzo di merda che, nella maggior parte dei casi, non sa dire due parole di seguito in italiano. Ed è una piccola ma sostanziale differenza.
Concludendo, io resto della mia idea. In giro per il mondo c’è gente che sa affrancarsi da tiranni che gli fanno una sega ai delinquenti nostrani. Possibile che non ci si possa liberare da questi bifolchi? Io non ci credo. Serve solo volerlo fare. E farlo. In coscienza che chi rinuncia alla propria libertà per un temporaneo vantaggio individuale non ha diritto né alla libertà né ad una individualità. E questa è di Fidel Castro. Perché, per quanto mi riguarda, io gli toglierei pure la fica.