sabato 19 novembre 2011

BOCCONCINI BOCCONIANI
Essendo tutti gai per la momentanea uscita di scena del nano cantante, siamo di botto peggiorati in coglionaggine. E così capita di farci andar bene anche un governo fatto di bocconiani e banchieri. Tralasciando questi ultimi, la cui lugubre fama non ha certo bisogno di approfondimenti ulteriori, bisogna fare un po’ di chiarezza su che cazzo rappresenta la Bocconi che è, comunque, una università privata. E non dimentichiamolo. Che è una scuola non per tutti ma per prescelti. E dove la “prescelta” non avviene sulla base di un merito ma semplicemente si basa sulla capacità genitoriale di aprire un capace portafoglio firmato Prada per sganciare rette da paura, ben superiori al reddito annuale di almeno la metà dei pensionati italiani. Ovvio quindi che, in questo scenario e con tali presupposti, i test di ingresso all’ateneo siano del tutto insignificanti. Ciò per evitare di evirare alla nascita un potenziale cliente da non meno di 10mila pleuri/anno. Poi c’è il corso e, se uno paga, è altrettanto ovvio che debba ottenere ciò per cui ha sganciato fior di quattrini. Ed è dunque facilmente intuibile che si venga fortemente agevolati, che si possa studiare poco, e che si possa passare quasi automaticamente ogni esame si decida di sostenere. Di solito al primo tentativo e sempre con buoni punteggi. Ciò per dire che questi merdosi bocconiani inquinano pure il successivo mercato del lavoro in cui verranno facilmente infilati come tenere suppostine. Perché loro escono da una università di fama e con voti altissimi. Tutti gli altri, invece, che si sono fatti un mazzo esagerato in atenei pubblici dove la selezione è obbiettivamente molto più dura e competitiva, se lo possono solo pigliare in culo. In poche parole, alla Bocconi basta essere ricco e prendi una laurea prestigiosa che ti spalanca tante porte. E, a proposito di spalancare, e valga pure come esempio per capire bene il livello della cosa, due recenti laureate alla Bocconi sono Sara Tommasi e Nina Senicar. Che si sono distinte per controtette e controculo ma non di certo per controcazzi. E allora viene da pensare: saranno controtette e controculo i valori basilari che questo nuovo governo porterà nel paese? Non sarebbe nulla di nuovo. La figa ci verrebbe sempre garantita. Lo status quo pure.