martedì 15 novembre 2011

NO MORE FASCISM!
Una volta c’era Zapatero. E noi ci avevamo fatto pure un film. O meglio, il primo ministro spagnolo aveva ispirato un lavoro a quella matta della Guzzanti perché, in fondo, rappresentava quello che noi non avevamo mai avuto. Un politico. Giovane. Di sinistra. Con idee nuove. Un filo di onestà morale. E, in capoccia, nessuna delle merdate che di norma ci vengono elargite, sotto forma di supposta, dai nostri politici di turno. Dunque, lo Zap stava per diventare un vero e proprio idolo in carne, anche se io non credo che fosse davvero quello che sembrava. E non ci credo perché pure lui veniva da una scuola di partito e mi pare evidente dall’attualità italiana che, quando il gioco si fa duro, bisogna prendere quelli bravi. Che non vengono evidentemente dalla politica. Comunque, mettiamo che fosse così. Che fosse uno bravo. E lo è stato almeno per il ritiro della Spagna dall'Iraq, per la legalizzazione dei matrimoni gay e per il piano di regolarizzazione degli immigrati clandestini. Era bravo. Ma era così bravo che la Spagna è finita, tra le prime, nel celebre pozzo di merda della recessione. Però mettiamo che non fosse colpa sua. E riconosciamo pure le forti responsabilità di chi lo ha preceduto su quella scomodissima poltrona. Resta comunque il fatto che gli indignados, che sono stati generati proprio dalle vie di Madrid, hanno ottenuto nuove elezioni contestandone la politica. E che i sondaggi ci dicono che domenica prossima vincerà sicuramente la destra. E la destra spagnola, si sa, è una via di mezzo tra il manganello franchista e il gesù-cristo di Tomás de Torquemada.
Mi sembra dunque evidente che, oltre a non servire ad un cazzo, l’indignazione pacifica comporta il concreto rischio di spalancare alla destra porte che le erano chiuse. Quindi, meditate gente, meditate su questo strumento di mite lagnanza. Perché noi, in fondo, la vera destra non l’abbiamo vista bene. Perché il nano-cantante non era mica destra. Era lui e basta. Con tutti i suoi orrendi difetti, ma era solo quello che si faceva i cazzi suoi. La vera destra, invece, sono i Fini, i La Russa, gli Alemanno. I picchiatori. Quelli di cui esistono documenti che ne attestano la presenza col manganello nei cortei. Quelli che ora, tra gli altri, sosterranno il governo del dopo nano. E allora mi sorge una preoccupazione: non è che, per il dopo nano, ci stiamo avviando con orgoglio dalla parte sbagliata?