lunedì 7 novembre 2011

DIMINISHED - CHAINSAW CUNT
Sabato stavamo uscendo per andare al cinema. E arriva la Gina in lacrime. Che porca-di-quella-troia-immonda non si capirà mai perché da noi trova sempre un confessionale adatto per le sue disavventure di merda. Fatto sta che il Gino si era fatto rodere il culo e se ne era andato di casa. Ed io sapevo che sarebbe tornato presto. Perché la Gina ha una bocca e un culo a cui non si rinuncia per due cazzate. Però mi andava di farla liquefare ancora un po’ nel suo brodo di disperazione femminile. E, pur totalmente contrastato, ho deciso di fare il bastardo.
Ma che cazzo gli ho fatto vorrei sapere!? Non lo fai nemmeno fumare in soggiorno! Il fumo passivo mi fa male! Anche un cazzo in culo ti fa male ma lo prendi lo stesso! Smette di piangere. Ride. La battuta le ricorda, probabilmente, un buon momento di cui mi prendo merito, perché sono stato io ad indirizzare il Gino verso la nobile attività della sodomia. E quindi ride. Con una specie di moccio al naso ma ride. E poi… che cazzo gli fai sentire sempre quella musica di merda!?! Che la sento pure io da qui. È una sofferenza. È lacerante per la sua bruttezza. Mica siamo in uno ghetto di Bogotà qui. Questa è Roma, Italia, Europa. Mi piace… farfuglia. Non me ne fotte un cazzo, metti su del metal! Che il Gino gradisce. Che poi viene sempre qua a rompermi i coglioni per rifarsi un po’ le orecchie. Metti del metal, che te lo do io il disco giusto! E vado a ravanare tra le mie cose, cercando la cosa più perversa che ho. E non lo so se è questa. Ma questo CD è abbastanza porco. E decido che è quello che le devo prestare. E, sinceramente, non so che cazzo mi sia preso. Perché penso che non lo sentiranno mai.
Comunque il Gino è tornato verso le otto di sera. E c’aveva l’aria di uno che certe cose non le aveva ancora digerite. Ma era disposto a trattare. Sento che lei mette su il primo pezzo… sento i primi rutti di Dissecting the entrails. E so che non dureranno a lungo. O forse si. Oh cazzo. Si. Durano! Spero solo che quei due non prendano troppo sul serio sti quattro matti texani. Che cristo! A volte mi sorprendo proprio di me. Ma forse la Gina se lo meritava. Boh. Chissà. Fate voi. Fatto sta che da sabato non l’ho più vista. Odori strani non ne arrivano. Rumori brutali non ne ho sentiti. Di sicuro non è più venuta qua a rompere le palle.