giovedì 3 novembre 2011

NUOVI GANDHI E NUOVI SABIN
È trascorsa una mesata dalla dipartita di Steve Jobs ed io, per tutto questo tempo, mi sono trattenuto in rigoroso silenzio per il dovuto rispetto di un lutto. Ma, ora, il tempo è scaduto, il giorno dei morti è passato, e si impone che dica la mia. Perché si sono sentite parecchie cazzate. E il monologo di Stanford ha fatto capolino dappertutto e su tanti, troppi blog. La realtà è che la maggior parte di noi non sapeva nemmeno chi cazzo fosse Steve Jobs fino al giorno della sua morte. E che quel discorso è stato reso celebre soltanto da una botta di cancro, visto che nessuno se lo era cagato prima. Ora, spero che sia comunque evidente che quello non era il discorso di Martin Luther King alla marcia di Washington, e che il personaggio di cui stiamo parlando non è nemmeno Sabin che rinunciò a brevettare il suo vaccino antipolio per “regalarlo a tutti i bambini del mondo”. Mi auguro che sia chiaro che Jobs non era il paladino solitario contro il male, che non era il buono, che non era nemmeno un filantropo. Perché era solo un industriale di merda che produceva merce da sfruttare commercialmente senza rinunciare ad un beato cazzo. E il suo monologo, pur di forte impatto e decisamente ben articolato, era il messaggio di un capo-padrone alle future generazioni di benestanti-capi-padroni. Perché quella è Stanford. La culla dell’America padrona.
Quindi mi schifo a sentir dire che un imprenditore possa essere il leader delle nuove generazioni. O al pensiero che lo stay hungry stay foolish possa letto come un nuovo I have a dream. Ma vaffanculo! Io non so nemmeno se sia stato veramente Jobs l’inventore delle cose che ci stanno cambiando la vita. Non so se le abbia messe in piedi lui o se non abbia solo sfruttato le abilità di un pool di smanettoni genialoidi (leggesi programmatori probabilmente ridotti a larve) che hanno lavorato sotto al suo marchio. Non so neanche se questo cambiamento sia una trasformazione in meglio o in peggio della società. Ma so, banalmente, che i cartoons mi piacevano di più quando erano disegnati, che mettermi gli occhiali da coglione al cinema non mi piace, e che, se stavo in ferie, il mio capo non mi poteva rintracciare dappertutto come succede ora. So che l’iPod costa 200 €, mentre un buon lettore mp3 ne costa 80 e non ci obbliga a pagare le canzoni. So che, alla fine, sto Jobs era solo un capitalista di merda. E so pure che 10000 coglioni hanno passato una notte all’addiaccio davanti al nuovo Trony della mia città per comprarsi un cazzo di iPhone. Dunque, fate voi se è giusto che la sua morte fosse celebrata come quella del Mahatma Gandhi.