mercoledì 2 novembre 2011

IL CAGNOLINO SENZA PELO
Ma porcaccia troia! Allora non hanno capito proprio un cazzo. Non se ne rendono conto. Non riescono proprio a svegliarsi da quel coma cerebrale che li attanaglia. Dalla catalessi in cui sono piombati da un bel po’ di tempo. Perché l’ultima novità sarebbe che io dovrei fare il coacher. Io!
Così mi affibbiamo un giovane talento, uno di quelli che viene considerato una promessa per l’azienda, affinché io lo formi. Ma io ho già deciso che non formerò un cazzo di nessuno. Anzi, semmai, lo deformerò. Perché ve lo giuro. E ve lo dico ora per non stupirvi poi. Faro di tutto per rovinarglielo quel bocciolo di ragazzo. Trasformerò l’oro in merda e farò diventare la giovine promessa un vecchio stronzo. Esattamente come sono io.
E lo farò con immenso piacere. Tanto più che il pupil che mi è stato assegnato dal guru di tutti i deficienti mi sta già parecchio sui coglioni. E dopo soli pochi giorni. Che già l’ho sorpreso a lumare le tette della Martina. Che già da quello si comprende che non ci capisce un cazzo. Perché il piatto forte che la Martina porta in mensa non sono le tette ma il suo gourmet fatto di caviglie, gambe e culo. Non si metterebbe sempre la minigonna sennò.
O forse è frocio? E fa finta di guardare le tette per non farsi giudicare? No, sarebbe ancora peggio. Che mi fanno fare da tutor ad un frocio. Ma vaffanculo. Gente di merda. Che la dovete smettere di seguire tutte queste merdose mode americane o giapponesi. Noi non siamo come loro. Noi siamo invidiosi, malsani, stronzi. E non ci cresceremmo mai una serpe in seno. Se poi ci sta pure sui coglioni, figuriamoci.
Così, per quanto mi riguarda, farò di tutto per dare il mio peggiore esempio. Che sono un fenomeno io nel dare il cattivo esempio. Anche perché mi rompe notevolmente il cazzo essere seguito dappertutto da un cagnolino senza pelo.