martedì 25 ottobre 2011

MOTÖRHEAD - ACE OF SPADES
Non c’è cazzo che tenga. Le ragioni per odiare gli umani sono sempre troppe e si manifestano a velocità tali che sembrano precludere ogni possibilità di redenzione. Così si finisce che non si riesce mai ad odiare abbastanza. Perché, porcattroia, quanti pezzi di merda ci sono al mondo? E non aggiungo altro. Trovatelo voi l’insulto giusto per sto maiale malato. Che per me deve solo morire. E passo ad altro. Ossia, passo ai Motörhead. Perché i Motörhead sono tante cose. Sono una quarantina d’anni di buon metallo. Sono la storia. Ma, per quanto mi riguarda, sono soprattutto la moto. Perché non esiste disco che possa essere migliore reincarnazione di un viaggio su due ruote di questo Ace of spades. Che, non a caso, è simbolo adottato da tanti motociclisti in giro per il globo.
Provate dunque a chiudere gli occhi. E a montare su due ruote. Provate a sentire la potenza del motore tra le cosce. E tutta l’ebbrezza del toro domato attraverso la cinghia di trasmissione che è il manubrio. E poi provate a mettere nell’I-Pod questa roba qui. Che vedrete che succede. Lemmy, il corrosivo, vi trascinerà per strade senza fine. Ad un ritmo sempre ruvido ma incalzante, un inimitabile fusione tra punk e metal, che vi spingerà oltre ogni limite noto alla vostra razionalità. E non sarete più quello che siete tutti i giorni. Ma sarete migliori. Sarete più liberi. E, forse, pure più belli.
Ace of spades è stato definito un disco tellurico. Io direi, più propriamente, che è lisergico. Perché, se assunto nelle giuste modalità, sposta le coordinate della percezione. E direi pure che è granitico. Perché questo è un album che è già passato alla storia. Una pietra miliare. Perfetto dalla prima all’ultima nota. Un lavoro che sa incanalarti per piste deserte dove si respira l’odore della vera libertà. Quella che si può sniffare solo su due ruote. E con una strada innanzi da percorrere tutta. Anche fino alla morte. Ma questo è un altro discorso. A cui il nostro anarchico Lemmy sembra del tutto insensibile, vista la sua totale inossidabilità. E non scherzo, sapendo che in questi giorni è ancora in tournée. Ma se non potrete andare a vederlo, cliccate quantomeno qua
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