giovedì 20 ottobre 2011

BRUTAL TRUTH - EVOLUTION THROUGH REVOLUTION
Onestamente, il tanto ed eccessivo vaniloquio di questi giorni comincia a starmi un po’ sui coglioni. Come sui coglioni mi ci sta chi biasima, chi disapprova, chi informa, chi deforma e chi, in genere, era convinto di fare una rivoluzione culturale con una processione da giorno della festa patronale. Perché non c’è cazzo che tenga. Le vie della capitale si svuotano di potenti solo con l’acqua di oggi o con il fuoco di sabato scorso. E, siccome non può piovere per sempre, fatevi i vostri conti. Che a me, ora, serve solo un po’ di sano grind. Di quello americano. Di quello più urlato forse proprio perché sono gli americani quelli che hanno sofferto più di tutti le aberrazioni di un sistema che adesso gli si ritorce in culo come il boomerang ad un aborigeno idiota.
E che siano allora i Brutal Truth la mia colonna sonora prima della branda. Che siano loro la mia ninnananna. Visto che questi newyorchesi, con il loro grind corrosivo e di deciso impatto, certe cose le avevano già viste e previste. Ma, insisto, cambiamo scenario. Che mi sono rotto il cazzo. Pensiamo ma senza smettere di suonare. E i Brutal lo fanno alla grande. E lo fanno da vent’anni. Con quel semi-dio del basso distorto che è Danny Lilker. Il massacratore per eccellenza delle 4 corde. Il più violento di tutti. Il più fuori dal comune.
Però vi avviso. Se siete tipi da processione, non scaricate. Se siete tipi da marcetta, non scaricate. Se siete personaggi da bandiere multicolore, mettete su qualcos’altro. Perché la furia inaudita dei Brutal non fa per voi. Perché qui tutti è diretto. Tutto è senza paura e senza fronzoli. E il loro martellamento sonoro è di un impatto che potrebbe risultarvi terremotante.
Ma, se non siete i tipi da processione, io credo che questo disco potrebbe piacervi parecchio. Quindi, se non avete nessuno con cui scopare stasera, un po’ di godimento lo trovate qui.