mercoledì 19 ottobre 2011

I NUOVI INCAPPUCCIATI
Effettivamente c’è l’imbarazzo della scelta. Ma, forse, fra tutti gli esseri spregevoli che ci sono al mondo, la spia è una carogna da gradino alto del podio. Però poco importa. E l’italianuzzo medio, chiamato in causa da si sa chi, si è subito scatenato nell’indegna arte della delazione. E con ampio entusiasmo. Forse perché è normale per chi è cresciuto a colpi di strisce-le-notizie, corone e paparazzate varie. Forse, più verosimilmente, è normale perché è semplicemente un coglione. Fatto sta che la rete si è riempita di siti che non linko per non farne propaganda, in cui ci si mobilita per smascherare “i violenti di Roma”. Ed ivi pervengono in abbondanza foto e video girati con telecamere amatoriali o cellulari. Con commenti al limite della camicia di forza. Contro chi era la vera minoranza. Ma una minoranza bella corposa.
Ora, non che Er Pelliccia non sia un emerito ipodotato pure lui. Si legga cosa scrive sui suoi siti personali. O basti la giustificazione data alla police per il suo lancio di estintore da record olimpionico per capire che razza di coglione abbiamo davanti. E se proprio gabbio deve essere, che sia per stoltezza. Che, in effetti, è una vera colpa. Ma, per il resto, che tanti si siano operati per cercarne i compari è cosa davvero infame. Da popolo realmente povero. Quale in effetti siamo diventati.
Così mi è successo che, leggendo di questi personaggi, di quelli che mettono in campo tali azioni ma pure di quelli che postano scalpi a tutto spiano, mi è venuta in mente la storia del cannibale polinesiano che, proprio in questi giorni, s’è fatto un sol boccone di un velista tedesco. Ecco. Non c’è differenza. Anzi, no, una c’è. Probabilmente il polinesiano aveva fame e, innanzi a certi istinti, qualche giustificazione la si può pure trovare. Rimane invece il mistero su quale sia l’istinto che anima i codardi da web. Quelli che adesso stanno consegnando i volti dei compagni agli sbirri. Identicamente incappucciati come quelli che loro stessi denunciano.