lunedì 17 ottobre 2011

CONDANNATE STO CAZZO
Breve riassunto delle cazzate precedenti: indignazione, 15 ottobre, mondo, città, Roma, corteo, tanta gente, per la prefettura meno, via Cavour, via Labicana, suv in fiamme, madonne infrante, vetrine rotte, anarchici, sampietrini, lacrimogeni, manganelli, volanti a fuoco, sbirri che scappano a bocca aperta, sangue, paura, cazzi, lazzi. E il presidente, ovviamente, che condanna. Bersani. Che condanna. Rosy Bindi. Che condanna. Nicky Vendola. Che condanna. Ma pure Di Pietro. Condanna. Rubando un po’ di impegno al suo Molise dove il figlio panzuto farà la carriera della trota. E, comunque, anche alla CGIL condannano, tutti gli indignati condannano e, probabilmente, condanna anche Pannella che si è preso pure qualche cartone in faccia.
Insomma, ieri, oggi, domani e, verosimilmente, per qualche settimana ancora, un po’ tutti condanneranno. Non solo chi ti aspetti, ossia maroni, preti, nani e cantanti. Ma anche tutti gli altri. Condannano. Mentre noi ci chiediamo perché non condannano mai loro. Ma vabbé. Non avremo mai valide risposte. E allora chiediamoci, almeno, perché lo fanno. Di condannare. Ed io un’idea me la sono fatta. Che con le loro testoline di cazzo avevano pensato di cavalcare la vostra indignazione per ottenere quel travaso di potere che ormai agognano più d’una bella fica. Ma poi… hanno scoperto che oltre all’indignazione c’è pure la rabbia. E quella non se la possono cavalcare, pena essere cavalcati pure loro, a loro volta.
E allora condannano. Tutto qui. Condannano alla cazzo. Molto semplicemente. Perché sono stati sfrattati a calci nei coglioni dalla loro posizione di fantini. E questa è, molto umilmente, la mia. Di posizione. Mentre voi dovresti essere felici di non esseri stati ridotti a merdosissimi ronzini…