martedì 27 settembre 2011

WOJTYLA - WOJTYLA
Non so quanto la terra patria fosse felice di riabbracciarlo, visto che la contestazione per la sua visita (censuratissima) è stata molto dura. Ma papetto nostro è di tutti ed è pure giusto che anche i crucchi se lo succhino per un po’. In fondo è un brav’uomo che, nel corso del suo breve soggiorno in Germania, ha si detto un sacco di cazzate ma ha pure trovato il tempo di fare due chiacchiere con qualche chierichetto ingroppato dal solito prete perverso. L’incontro pare sia durato una mezzoretta. Papetto s’è pulito la coscienza. E poi via. Ora si vada a rompere i coglioni a qualcun altro!
Ed in Italia trova sempre l’humus ideale. Così papetto ha tuonato un ordine nuovo: si caghi il cazzo al papi! Diminuiranno le attenzioni su di noi e magari ci aumenteranno pure l’8 per mille fino all’1 per cento. Che cifra tonda non difetta mai.
E la CEI ha eseguito, e da ieri ci tormentano i testicoli col cardinal Bertone che bisognerebbe riempirgli la bocca di falli con la gonorrea e invece va ancora in giro a razzolare per gli orti degli altri. Esattamente come se loro avessero una coscienza pulita da esibire, come se non si inculassero ogni innocenza che gli capiti a tiro. Ma vabbé... dovremmo essere abituati a queste stronzate. Però ci stupiscono sempre. Come stupisce pure che dalla cattolicissima Polonia se ne esca un gruppo come quello che vi propongo oggi. Puro grindcore. Pura blasfemia. Una voce femminile che sembra carta vetro e, soprattutto, temi che servono a non farci dimenticare che se oggi i cattivi sembrano più buoni, sempre cattivi restano. Ben peggiori dei calamutande di palazzo.
Ovviamente, i Wojtyla prendono il nome dal predecessore del papetto attuale. Di quel papa che sembrava più Pinochet che un prete. Quello che sapeva usare la TV tanto quanto il papi papone pappone. E ancora una volta i due mondi si incontrano. Non tanto diversi. In sostanza uguali. Perversi. Ipocriti. Attenti solo alla logica del potere e, per proprietà transitiva, al conto in banca. Tristemente, questo è un disco del 2006, ma resta molto attuale. I cinque di Wrocław, nel seguito, non hanno saputo fare altrettanto male. E ci dispiace. Ma con questo lavoro vi stupiranno (soprattutto Aœka che è pure una gran gnocca).
Assaggiateli qui, quo, oppure qua.