venerdì 23 settembre 2011

KM13 MUZ - METALLICA COVERS
Io sono allergico a due cose: alla puzza di ascella e alle cover band. Che non le reggo proprio. E non conta se l’imitazione sia ben fatta o meno. Mi fa proprio schifo il concetto parassitario di chi vive delle risorse altrui. Il non avere fegato per provare qualcosa di personale. Il non esporsi cercando, invece, il facile consenso rileggendo i vangeli scritti da altri. E poi l’avete mai visti quanto sono buffi sti soggetti? Prendete per esempio il coglione di quel gruppo che mima gli U2. Quello che si atteggia ad essere Bono. E che, secondo me, crede pure di esserlo. Con gli occhiali da mosca ed il continuo ed innaturale tentativo di riprodurne pure le movenze. Penso che un giorno potrebbe pure cagarsi addosso per lo sforzo che fa. E pensate che a Roma ci sono pure i Romanes. Che, ovviamente, scimmiottano i Ramones. Io vomito alla sola vista del manifesto che espongono in città quando suonano alla birreria tal dei tali o alla sagra della coda alla vaccinara. Perché non me ne frega un cazzo di sentire Gabba Gabba Hey urlata da una voce diversa da quella di Joey. Che sarà morto giovane ma, per fortuna, ci ha lasciato tanto vinile per saturare il vuoto lasciato della sua dipartita. E poi che orrore pensarli vestiti alla stessa maniera, magari pure pettinati allo stesso modo. Mi sa tanto di merdoso raduno di sosia di Elvis. Sapete, quei ridicoli coi basettoni e le frange? Dunque, vaffanculo. Vaffanculo tutte le cover band!
Invece, è diverso il caso di qualche mostro sacro che decide di cimentarsi con l’opera di altri mostri sacri che ha sacralizzato prima di lui. Quindi, per esempio, se i Metallica decidono di fare un pezzo dei Black Sabbath ben venga. In fondo i Metallica non hanno mica nulla da dimostrare a nessuno. E, infatti, pure loro sono ormai oggetti di abbondanti coverizzazioni. E non so se conoscete questa serie di tributi. Si tratta quasi sempre di ottimi dischi di grandi canzoni metal reinterpretate da altri grandi del genere. Nulla di demenziale. Niente di convenzionale. E nelle 75 puntate già pubblicate ad oggi c’è abbastanza materiale dei Metallica che ce ne puoi fare almeno due ciddì. E un pazzo fan ci ha già pensato prima di me. Ha estrapolato dall’opera omnia una collezione di pezzi dei fantastici 4 fatti da death e black metal band di assoluto pregio. E non c’è critica che tenga. Viene fuori un ottimo lavoro che ho già fatto mio. E, se lo farete pure voi, vi raccomando di aggrapparvi a qualcosa di pesante durante l’ascolto del pezzo n. 8. È una versione di Fight Fire With Fire coi controcazzi. Si alzano vortici di tempesta. Trema la terra. L’interpretazione è dei Luciferion, quelli di Apostate. Prossimamente, forse, magari, chissà, su queste frequenze.
Ma per adesso godete di questa robetta qui (un pezzetto alla volta però).




BERLIN: The Victory Column