giovedì 22 settembre 2011

PIRANHA
Sono entrato per comprare del Whiskas. Che il mio gatto mangia solo quello in mousse e non gli piace quello in dadini. E lo trovo subito, tra gli scaffali odorosi di vita animale. Fegatini. Coniglio saporito. Salmone affumicato. Manzo prelibato. Pollo delicato. Cazzo di gatto viziato.
Nel frattempo entra un ragazzino. Forse solo per guardare i conigli nani. O i criceti. Fatto sta che nota tre pesci rossi morti o moribondi in una vasca in bella esposizione. Sono mooorti! Macché, dormono… No, no, sono proprio mooorti! Oh cazzo, sono morti per davvero. Così sentenzia il padrone di Qua La Zampa. Poi li pesca con le sue manone e li lancia nell’acquario dei piranha che non si prendono nemmeno il tempo di stupirsi per questa pioggia di manna e si avventano in gruppo sulle prede inermi. Pim! Pum! Pam! Dura tutto pochi istanti. In un silenzio grottesco. Ogni pesciolino viene tranciato letteralmente e precisamente in due. E ognuna delle due parti vola alta nell’acqua. Rimbalza sulle pareti dell’acquario. Poi ogni brandello di carne cade esattamente nelle fauci dei piranha. Ed è incredibile la violenza della scena. Ai piranha sembra pure spuntare un collo mentre strattonano i malcapitati. E poi hanno quella bocca fatta di vere e proprie tagliole. Non c’è scampo. Ma erano morti. Però c’è sangue dappertutto. L’acqua si tinge di rosso. Mentre i predatori tornano subito a sembrare tozzi ed imbarazzati come prima del vorace pasto. Ed ora nuotano beati. Compiaciuti. Quasi simpatici con quegli occhietti che hanno smesso di essere cattivi. E quasi punk per quella cazzo di cresta che gli cresce vicino al culo. Ma l’acqua resta rossa. E occorreranno parecchi minuti prima che il ricircolo forzato la riporti alla trasparenza.
Poi guardo il ragazzino. Ed è shoccato. È rimasto a bocca aperta però lui non ha ancora fauci che paiono tagliole e gli spunta solo un grande punto interrogativo stampato tra i due bulbi oculari. Che cazzo di scena. Tutta quella violenza. Che non era nemmeno necessaria perché i pesci rossi erano già morti. Così non gliene frega più un cazzo dei criceti. I conigli nani sono diventanti come di peluche. Poi si guarda il negoziante ed esce senza salutare.
Ed io non ho capito bene cosa la scena gli abbia stimolato. Ma penso che sia stata una bella lezione di vita. Che se la ricorderà. Va bene così. Perciò pago le cinque scatolette di Whiskas e riprendo la strada di casa. Altri piranha li vedrò stasera alla TV.
NEW YORK: Empire State Building