lunedì 19 settembre 2011

SYMPHONY X - ICONOCLAST
Non ho mai apprezzato fino in fondo il prog metal ma ho deciso di recensire l’ultimo lavoro dei SymphonyX perché oggi mi sono svegliato col ricordo di un’amica che ne era del tutto invaghita. Preciso. Non che la ragazza in questione sia defunta. È viva e vegeta e resta sempre la favolosa amica che fu. Ne ho parlato al passato solo perché abbiamo smesso da parecchi anni i tête-à-tête erotici di tanto tempo fa. Ma il suo ricordo è sempre caldo. Bello. Forse perché lei è stata la mia sola e vera rossa. Sicché ogni volta che ne incontro una per strada mi ritorna in mente, coi suoi boccoli scarlatti, la mia rouge marsigliese. Che era venuta in Italia per un Erasmus di sei mesi. E furono sei mesi di scopate folli. Perché non so cosa mi capitasse tenendola tra le braccia. Non l’ho mai capito bene. Ma con lei non si finiva mai di far l’amore. Non si usciva più dal letto. Non si respirava nemmeno, in un’apnea fatta di sola carne ed odori.
Così ho pensato addirittura che l’efficacissimo afrodisiaco fosse il suo malpelo. Forse una sorta di eccitante naturale che produceva straordinario ed infinito sesso. Ma boh! In fondo resta la bellezza del mistero. E comunque non si era mai soli in quei nostri incastri carnali. Mai in silenzio. Fra gemiti di piacere ed orgasmi trascinati s’infilava sempre il chitarrismo esasperato di Michael Romeo. Forse un Viagra pure lui.
E, ovvio, ti deve piacere il metal classico (o neoclassico), ma i SymphonyX sono tra i pochi gruppi che non tradiscono mai le attese. Per esempio, questa nuova uscita non tocca il picco di The divine wings of tragedy soltanto perché viene dopo di esso e non ha il privilegio della prima volta. Ma lo standard qualitativo è elevatissimo, forse pure perché questi americani si prendono i loro tempi, 5 anni prima del penultimo disco, 4 per produrre questo. E, in questo caso, è proprio vero che chi va piano va lontano.
Godetene, dunque, e godetene tutti di questo album roccioso. Compiacetevi nei suoi riffoni frenetici e nelle sue ritmiche assillanti. E se vi capiterà di avvicinarvi ad un orgasmo durante le lunghe sezioni strumentali, immaginate pure gli avvolgenti fianchi di una travolgente rossa. Perché soltanto allora questo disco saprà rapirvi definitivamente.
P.S.: i SymphonyX passeranno in Italia, ad ottobre. A Roma saranno nel solito posto di merda, ma probabilmente ne varrà la pena.
Edizione deluxe, qui.


SymphonyX