venerdì 16 settembre 2011

THE DARK PRISON MASSACRE - THE SECRET OF BLACK SILK STOCKINGS
I tempi cambiano e non è una novità perché sono sempre mutati. Ma ciò che è evidente in questo scorcio di secolo è che stanno cambiando sempre più speditamente. Così capita che se solo ieri Gheddafi era l’amico della porta accanto col quale condividere metano e troie, in un baleno possa diventare l’ambita preda su cui cagare tonnellate di bombe. E, allo stesso modo, la famigerata economia cinese, sleale e senza scrupoli, è diventata, nel giro di una settimana, la boa a cui fare aggrappare la nostra economia alla canna del gas.
Come al solito, però, i nostri capoccioni giungono tardi. Si accorgono di averlo in culo solo quando è già dentro di 20 cm. Perché i cinesi sono già qui. Si può solo contestare che siano veramente 20 cm ma non che, per esempio, si siano già comprati i gloriosi cantieri Baglietto. Ma poco importa. L’interesse è fare spettacolo, show, muovere acque per non svelarne la reale immobilità.
Dunque la foto di Tremonti vestito da Mao Tse-Tung (Espresso di oggi) per un verso mi preoccupa ma, per altro verso, mi fa soltanto ridere.
Comunque, visto che ci dobbiamo cinesizzare, non resta che proporre un po’ di cultura su questo antico paese. Perché se si parla di Cina qui si pensa solo agli involtini primavera e ai massaggi sulle spiagge. E invece no. Forse non sapete che la Cina ha anche una cultura metal non indifferente. E per approfondire vi invito tutti a documentarvi su questo cazzutissimo blog.
Io mi concentro invece su un solo progetto, probabilmente il solo disco cinese che possiedo. Questi quattro ragazzi sono i The Dark Prison Massacre, tosti già dal nome. Ma se li ascolti spaccano pure. Loro si spacciano per death metal ma in realtà sono assai gore. Non hanno chitarre ma fanno un egregio lavoro di basso e di programming. Hanno casa a Tianjin ma, secondo me, prima o poi decolleranno dalla base perché sono un eccellente gruppo che primeggerà nel genere violence.
Ovviamente, e basta leggere i titoli dei loro lavori, si parla di perversione e di morte. Ma voi avete stomaci abbastanza forti per ascoltarli e lo dimostrate ogni volta che riuscite a digerirvi decine di involtini primavera in un colpo solo.
E dunque la Cina si presenta bene. Speriamo che presto calino in Italia in massa. Al motto di “My dick is the truth” e che si sbrighino a fondare una “Church from the pussy”! Qua.