giovedì 15 settembre 2011

RICORDI MASSACRATI DAL WEB
Prologo: avevo un ricordo assai gradevole. Di quelli che non ne ho mai parlato e che, fino ad oggi, avevo serbato solo per me. La meravigliosa memoria della mia prima volta. E di una ragazza grande, perché aveva due anni più di me, ma che all’epoca dei fatti era soltanto un’adolescente. Una vera bambolina. Con gli occhi un po’ orientali. Il naso e il taglio dei capelli alla francesina. E minigonne di jeans, talmente audaci che la rendevano inevitabilmente una preda ambita dai tanti maschi della scuola. Insomma, non un ricordo. Ma, probabilmente, il ricordo.
Trama: bighellonando per il centro ho incontrato proprio ieri una lolita che me l’ha ricordata. Non proprio una sosia. Ma una bellezza tale che mi ha fatto subito venire in mente Christine. E che mi ha pure indotto la malsana idea di volere andare a vedere che fine abbia fatto la mia sverginatrice di tanti anni fa. Come la ragazzina fosse diventata donna. E diciamo subito che in altri tempi mi sarei tenuto la domanda in pancia. Ma adesso no. Ora c’è internet, c’è faccialibro e c’è tutto il resto. E in fondo basta ricordarsi anche il cognome della prediletta e les jeux sont faits. Così la trovo subito. Sia su faccialibro che su Linkledin. Ed è un disastro. Un trauma. L’orrore che mi si spalanca in faccia. E il mio bel ricordo muore. Rovinato. Per sempre. Perché la signora è diventata uno stimabile fisico, ma il suo fisico non ha retto alla fisica. E ha grandi gote infiacchite dal peso dei due figli. Gli occhi spenti di chi ha perso la luce della sfacciataggine e dell’impudenza. Restando solo quella cupaggine che coglie sempre alle spalle chi ha solo gloria passata da esibire. Ed è come un flashback di buio. Come un click. Che tutto uccide. E me ne dispiaccio. Mi tormento. Mi mando a fare in culo per aver avuto la merdosa idea di agire su quel cazzo di interruttore. Sono uno stronzo.
Epilogo: chi appartiene a generazioni antecedenti alla nostra pensa che internet possa essere un pericolo. Pedofili. Truffe. Cose mai viste. Ma non sono quelle le peggiori sorprese che il web ti può riservare. La rete può pure assassinare i tuoi ricordi più preziosi, quelli più intimi e più belli.