mercoledì 14 settembre 2011

IL LUSSO NON È UN DIRITTO
Ero fermo ad un semaforo di Viale Regina Margherita quando un cartellone pubblicitario ha attirato la mia attenzione. Ed è una cosa parecchio insolita, perché di norma ciò accade solo se nello spot c’è della gnocca. Possibilmente discinta. Ma stavolta no. Non c’era gnocca. Zero tracce. Era solo la pubblicità della Lancia Y. Quella che esibisce la faccia da finta canaglia sempre sfatta di Vincent Cassel. Quella del lusso che è un diritto.
Ora, non so se l’avete mai vista. Ma mette i brividi. E ti fa incazzare. E a me fa pure venire in mente un coglione viziato, di quelli che ogni tanto finiscono in rianimazione per overdose di stupefacenti in polvere, magari dopo averlo preso in culo da qualche transessuale sessantenne. Ma poco importa. Importa che Cassel non ci doveva mettere il faccione. Perché il tipo è fra quelli che mi lascia del tutto indifferente ma un po’ lo apprezzavo, almeno per l’aver saputo rubare il cuore e quant’altro di una delle più belle donne al mondo. Ma vabbé…
Resta il fatto che sta cazzo di pubblicità è una provocazione. E solo un ingenuo potrebbe pensare che siamo diventati una società talmente di merda che è diventata lusso pure un'utilitaria. Non è questo il messaggio. È altro. E allora io vi dirò che il lusso non è un diritto. E che il contrario non deve passare. Anche per il rischio di fatti come quelli inglesi. Ossia lotte popolari, giovanili, non tanto per legittimi diritti e libertà ma solo per l’ultimo modello di I-Phone.
Rimuginando, si potrebbe pensare che se Cassel non si sia vergognato a fare quello sporco lavoro è perché per lui il lusso è davvero un diritto. Ma si sappia pure che il lusso è tale solo per chi furbescamente se lo garantisce, rapinando gli altri dei propri veri diritti. Lo è solo per quei potenti che governano un’economia che va ogni giorno sempre più a puttane. Ma non lo è per quanti vivono in una crisi che, oltre ad impoverire, decurta pure diritti civili e dignità, con la giustificazione di dover produrre il più possibile, senza nemmeno lasciarci più riposare il giorno del santo patrono.
E, rimanendo in tema, un elemento di gioia però c’è, perché pare che ci lasceranno almeno il Natale. E magari quel giorno riscopriremo un po’ il piacere per le cose semplici.