martedì 13 settembre 2011

SE BAD HANDS DICE CAZZATE
A volte, come per esempio ieri, capita che non ho proprio un cazzo da dire. Nessuna cartuccia nella cartucciera. E potrà sembravi strano, visto che raramente taccio da questo micro-pulpito sulla rete. Però è comune che ci siano circostanze in cui uno si sente completamente prosciugato ed arido. Ed allora è meglio silenziarsi. Al contrario, ci sono giornate in cui mi frullano in testa un’infinità di cose che poi vorrei proporvi. Idee a raffica come fossero scorregge. Spunti che vorrei condividere con voi, che spesso mi perdo per strada, o che, sporadicamente, faccio in tempo a riportare sul blog prima che la mia memoria vada in stallo.
In entrambi i casi, però, il pericolo è sempre il medesimo. C’è il concreto rischio di dire cazzate. Enormi cazzate. Per il sentirsi addosso quasi un dovere di dire qualcosa a tutti i costi o per il non saper discernere, nella foga del momento, tra ciò che può essere esternalizzato e quanto invece debba rimanere taciuto in quanto indegna cagata.
Facciamo un esempio: Beppe Grillo. Uno che, un tempo, mi piaceva. Perché mi faceva ridere. Ed allo stesso tempo pensare. Due belle cose. Soprattutto la prima.
(Anche se devo confidarvi che una sera, dopo un suo spettacolo che mi ha divertito molto, c’era qualcosa che non mi quadrava. Perché ero in macchina e mi rodeva il culo. E, tornato a casa, mi rodeva il culo. E, la mattina dopo, mi rodeva ancora un po’ il culo mentre prendevo il caffè. Forse perché tutto quello squallore che il Beppe ti schizza divinamente in faccia, pur nel suo essere proposto in maniera comica, ti fa star male. Forse, perché pensare in genere fa male).
Ma non è questo il punto. Ho divagato. Il punto è che se uno segue il suo blog si rende presto conto che, ormai, il caro Beppe ha la necessità quotidiana di dire qualcosa per non abbandonare al nulla i suoi tanti seguitori. E talvolta (e non me ne voglia perché è persona che comunque rispetto) gli sfugge la gran stronzata. Prima la cosa era meno palese. Recentemente mi è più manifesta. E mi preoccupa. Perché se capita a lui che è bravissimo e che può dedicare parecchio tempo all’arte del contrasto, che cazzo può succedere a me? Quante sono le stronzate che dico io? Andando a rileggermi fra monologhi e cazzi vari, in realtà, io mi ci ritrovo ancora. Ma potrebbe essere solo perché io so quello che volevo dire e che sentimento ci fosse dietro a quegli scritti. Ma lo sanno tutti? Per cui i dubbi e la necessità di chiedervi un favore: cari miei followers, se Bad Hands dice cazzate, diteglielo!